ROMA – E’ emergenza insegnanti di sostegno in molte regioni italiane. Un lavoro difficile che a volte deve convivere con la precarietà. Sono infatti oltre 96 mila i docenti di sostegno nella scuola statale, ma solo 63mila sono inseriti nell’organico di diritto. Gli altri sono precari e il loro numero cresce ogni anno. Un problema per un tipo di attività che, proprio per aiutare la crescita di ragazzi disabili, avrebbe bisogno di una certa continuità nel tempo. La situazione cambia da regione a regione e questo si aggiunge il problema che l’insegnante deve seguire un numero troppo alto di allievi. Se la media è di poco più di due alunni per docente, in alcune situazioni il professore si trova a gestirne quasi il doppio. A denunciare la situazione uno studio del giornale Tuttoscuola. com 1. Il livello di stabilizzazione dei docenti di sostegno nella scuola statale è stato fissato dalla legge finanziaria del 2008 a 63.086 posti fissi. La stessa normativa prevedeva però che dovevano essere sanate le differenze regionali, cosa che però non è mai avvenuta.
I dati. Secondo il rapporto di Tuttoscuola.com circa 7 mila posti di sostegno avrebbero dovuto essere assegnati ai disabili del Centro-Nord, e non – come invece è successo – a quelli del Sud e delle Isole. Complessivamente per l’intero primo ciclo, scuole dell’infanzia comprese, il ministero ha previsto 133.625 alunni
disabili e per loro ha assicurato un organico di diritto di 49.588 posti di sostegno per una media nazionale di 2,69 alunni per docente. Ma quei 49.588 posti stabili, che assicurano anche continuità didattica e stabilizzazione, hanno avuto però una distribuzione disomogena. Se il rapporto medio di 2,69 fosse stato assicurato in ogni territorio, la Campania avrebbe dovuto avere 2.585 posti di meno in organico, la Puglia 1.481 posti; la Sicilia (-1.258), la Calabria (-674), la Sardegna (-513) e la Basilicata (-240), per un totale complessivo di 6.694 posti assegnati oltre al dovuto. Quei 6.694 posti avrebbero dovuto essere invece, assegnati a scuole del primo ciclo di altri territori: 3.120 posti in più nel Nord Ovest (la Lombardia avrebbe avuto diritto a 2.615 posti in più), 1.823 posti in più nel Nord Est (1.234 posti in più al Veneto) e 1.681 posti in più al Centro (948 posti di sostegno in più nelle scuole del Lazio).
La scuola dell’infanzia. Nella scuola dell’infanzia nell’anno scolastico 2011-12 ci sono 11.794 bambini disabili e per loro il ministero ha disposto 5.440 posti di sostegno sicuri: il rapporto medio nazionale è di 2,17 ragazzi diversamente abili per ogni posto di sostegno fisso. Ma il dato non trova corripondenza sul territorio. In Campania la media è di 1,36 bambini per ogni posto di sostegno in organico di diritto, e anche di Basilicata (1,41), Calabria (1,52), Puglia (1,81), Sardegna (1,29) e Sicilia (1,89). In sofferenza invece il Nord, dove si va molto sopra la media nazionale (2,17): in Emilia-Romagna si arriva al 3,75, nel Veneto al 3,47, nelle Marche al 3,38, in Toscana al 3,32, in Umbria al 3,13 e in Lombardia al 2,93. Nel Nord-est la media risulta pari a 3,38 bambini disabili per ogni posto di sostegno, al sud dell’1,59: quasi due punti di distanza.
Scuola primaria. Situazione simile anche nella scuola primaria: dove ci sono 66.245 alunni disabili e 24.071 posti di sostegno stabili e sicuri (2,75 studenti per ogni posto di sostegno fisso). Anche qui, i criteri di assegnazione per la stabilità dei posti di sostegno nella scuola primaria hanno favorito le aree meridionali. Ma al Nord e al Centro, a causa della consistente minore assegnazione, il rapporto è più elevato: nel Veneto è stato di 4,05, nelle Marche di 4,04, in Lombardia di 3,96, in Emilia-Romagna di 3,47, in Umbria di 3,40, nel Lazio di 3,36 e in Piemonte di 3,15. Al Sud e nelle Isole, sono stati assegnati in proporzione più posti di sostegno, e il rapporto medio è andato ben al di sotto del valore nazionale del 2,75. In Basilicata la media è di 1,62, in Puglia di 1,78, in Sardegna di 1,91, in Calabria e Campania di 1,92.
Scuola secondaria e superiori. Differenze anche nelle scuole secondarie e superiori. Nelle prime ci sono 55.586 alunni disabili nella scuola secondaria di I grado e per loro in organico di diritto sono stati disposti 20.077 posti di sostegno (la media di 2,77 alunni disabili per ogni posto). La distribuzione territoriale dei posti di sostegno è stata differenziata, tanto che il rapporto medio è salito al 3,78 al Nord Ovest ed è sceso al 2,00 al Sud. Alle superiori Nord e Centro hanno un credito di 7.933 posti. La situazione dei posti di sostegno riconosciuti in organico di diritto per gli istituti di istruzione secondaria superiore è del tutto simile a quella riscontrata nel primo ciclo.
La risposta. Come risposta alla previsione di 48.427 studenti disabili il Miur ha fatto corrispondere 13.498 posti di sostegno in organico di diritto (rapporto medio di 3,59 studenti disabili per ogni docente di sostegno). Ad alcune regioni, però, è stato assegnato un maggior contingente di posti; e così sono risultate con un rapporto medio ben più basso la Basilicata (1,77 studenti disabili per docente), la Campania (2,01), la Sardegna (2,02), la Calabria (2,11), la Puglia (2,15) e la Sicilia (2,41). Grazie a ciò quelle stesse regioni si sono trovate complessivamente con 1.239 posti non previsti: la Campania avrebbe dovuto avere 645 posti in meno, la Sardegna 159 in meno, la Sicilia 144, la Puglia 117 in meno, la Calabra 105 in meno e la Basilicata 104.
Se fosse stato tutto più equo. Se vi fosse stata una distribuzione equa la Lombardia avrebbe dovuto avere 413 posti di sostegno in più, il Veneto 275, il Piemonte 217, l’Emilia Romagna, l’Emilia 184, le Marche 148. Tra primo e secondo ciclo i posti di sostegno fissi e stabili avrebbero dovuto essere 5.900 di meno al Sud e 2.033 di meno nelle Isole, mentre il Nord Ovest ne avrebbe dovuto avere 3.720 in più, il Nord Est altri 2.200 e il Centro 2.014. Un problema per le famiglie di alunni disabili che vivono nelle regioni con meno docenti.