Archivio mensile:Ottobre 2018

Lo psicologo nelle scuole: l’importanza dell’intelligenza emotiva

Un’interessante ricerca svolta dal dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, ha dimostrato che realizzare interventi di potenziamento dell’Intelligenza Emotiva ha un impatto positivo sul benessere individuale e sociale, sopratutto in alcune professioni “di aiuto” come quella dell’insegnante.

L’Intelligenza Emotiva, spiega il dott. Cosimo Santi Psicologo e Psicoterapeuta a Firenze, è un’abilità fondamentale che determina il grado di comprensione dell’emozioni proprie e altrui, che permette di considerare le corrette motivazioni legate a specifici comportamenti e permette di migliorare l’espressione emotiva nelle relazioni sociale.

Gli insegnanti sono oggi esposti a molteplici fonti di tensione, sia per le mansioni che svolgono sia per le relazioni che instaurano con gli alunni, i genitori, i colleghi e i dirigenti. Il potenziamento delle abilità legate all’Intelligenza Emotiva potrebbe essere uno dei punti di partenza per promuovere la salute psicologica individuale e migliorare l’ambiente lavorativo.

La ricerca sopra citata, si è svolta in tre Istituti Comprensori di Firenze, ed ha indagato le relazioni tra Intelligenza Emotiva e disagio personale in un gruppo di insegnanti curricolari e in un gruppo di insegnanti di sostegno, al fine di individuare bisogni e risorse della professione in generale e della specifica professionalità dell’insegnante di sostegno.

Lo studio ha previsto la somministrazione di una batteria di test in grado di misurare cinque caratteristiche dell’Intelligenza Emotiva:

  • Intra-personale. Capacità di capire le proprie emozioni e di esprimere i propri sentimenti.
  • Inter-personale. Capacità di interpretare correttamente lo stato d’animo altrui.
  • Adattabilità. Capacità di giudicare adeguatamente le situazioni e di modificare con flessibilità i propri sentimenti e i propri pensieri.
  • Gestione dello stress. Capacità di controllare intensi stati emotivi.
  • Umore generale. Capacità di sentire ed esprimere felicità.

Dai risultati della ricerca, emerge che gli insegnati di sostegno possiedo capacità di gestione dello stress migliori rispetto agli insegnanti curricolari, confermando l’importanza di questa competenza per chi lavora in situazioni ad alta intensità emotiva.

Inoltre, risulta che per entrambi i gruppi di insegnanti l’Intelligenza Emotiva e tutte le sue dimensioni sono correlate negativamente al disagio personale, caratterizzato da senso di ansietà, sconforto e cattivo adattamento sociale.

Analizzando le relazioni tra le variabili indagate, gli psicologi hanno inoltre stabilito che in entrambi i gruppi di insegnanti all’aumentare dell’Intelligenza Emotiva aumentano anche la capacità di gestione dello stress, la capacità di assumere il punto di vista di vista altrui e l’umore generale.

In conclusione, i risultati della ricerca sembrano in accordo con la letteratura psicologica, che indica l’Intelligenza Emotiva come un importante fattore legato al benessere individuale e l’adattamento psico-sociale.

Il potenziamento delle competenze indagate potrebbe essere realizzato con modalità di formazione partecipativa, che preveda occasioni di scambio e di confronto sull’esperienza lavorativa sotto la guida di uno psicologo supervisore e con specifiche dimostrazioni pratiche di problem-solving.

Tali esperienze formative, potrebbero far parte del percorso scolastico come processo trasversale integrato alla didattica e potrebbero rivelarsi utili per il miglioramento del lavoro dei docenti sia a livello di soddisfazione personale sia a livello di benessere nell’organizzazione.

Gli insegnati arricchiti di ulteriori competenze personali e relazionali, potrebbero rivelarsi utili esempi per diffondere modelli di partecipazione sociale e di insegnamento più efficaci e orientati alla salute psicologica.