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Scuola e reati

La scuola dovrebbe essere per prima cosa il luogo della socializzazione e condivisione degli spazi, molto spesso nella scuola nascono belle amicizie che durano nel corso del tempo, il rapporto insegnante-alunno è basato per prima cosa sulla trasmissione di sapere.
Per questo motivo alla base di tutto c’è una precisa responsabilità del docente che è quella di trasmettere il sapere nel modo più giusto, tuttavia la scuola dovrebbe anche essere il luogo dove il rapporto insegnante ed alunno, prende una direzione precisa, quella di un’assunzione di responsabilità che parte da molto lontano e inizia con la crescita del ragazzo.
Non vorremmo mai sentire che la scuola è un luogo dove regna la violenza psicologica o fisica, eppure ogni tanto emergono storie di insospettabili che con la loro condotta, turbano il mondo stesso della scuola, persone all’apparenza insospettabili e che godono di fiducia e stima, si trasformano improvvisamente in persone che compiono atti molto gravi.
L’altra faccia della medaglia e di un luogo quello della scuola dove dovrebbe regnare concordia e rispetto, un insegnante della provincia di Saluzzo, si è macchiato di uno dei reati più odiosi in assoluto, parliamo di storie di violenza e abusi di tipo sessuale su ragazzine o ragazzini minorenni.
Ancora una volta questa storia sottolinea come dietro ad un’apparente facciata di normalità, possano nascondersi personalità malate che utilizzano il loro grado di cultura, per compiere delle violenze su persone inermi, storie di persone colte e per questo ricche di fascino, in un paese in cui la cultura ancora esercita una sorta di potere segreto.
Dietro a questa vicenda di violenza fisica e mentale, c’è ancora una volta la manipolazione distorta della cultura, questa diventa un mezzo per arrivare ad altri scopi, tra questi anche l’esercizio fisico di una violenza che turba le menti di ragazzi e ragazze molto giovani.

Lo studio dell’italiano nel mondo: chi e perché si impara la lingua di Dante?

Perché si studia l’Italiano? Arte, cultura, musica, enogastronomia: è davvero tutto qui? Come mai la lingua di una Nazione così piccola è importante a livello mondiale, tanto da risultare fra le lingue più insegnate al mondo? Di seguito ecco alcune rilevazioni effettuate dalla scuola di lingue Torre di Babele sui propri studenti, osservazioni confermate e corroborate dai dati tratti da Italiano 2000, De Mauro et al. e dall’Annuario Statistico MAE del Ministero degli Affari Esteri, che confermano come l’interesse per l’Italiano sia non solo crescente, ma anche legato a motivi differenti da quello storico e culturale.

 

Qualche dato sulla lingua italiana ed i corsi di Italiano per stranieri

L’Annuario Statistico del MAE, nella sua versione del 2012, mostra come rispetto al biennio precedente gli Istituti Italiani di Cultura, storico e strategico strumento per la diffusione dell’italiano nel mondo, abbiano organizzato 7.335 corsi di italiano nel mondo per 71.207 iscritti con un aumento rispettivamente del 12.8% e dello 0.6% in confronto al 2010. A questi numeri vanno aggiunti tutti coloro che, facilitati dalla legge 151/73 – legge che ha permesso sia ai giovani emigrati di origine italiana che ai discendenti dei lavoratori italiani emigrati all’estero di vedere facilitate le possibilità di mantenere un legame con la lingua d’origine ricevendo una formazione linguistica in tal senso – hanno scelto di apprendere la Bella Lingua, con corsi erogati dai soggetti più disparati: Istituti Italiani di Cultura, università, scuole di lingua, centri di formazione e Camere di Commercio, scuole statali o private. Ovviamente la frammentarietà di questi enti non facilita la misurazione di coloro che parlano italiano nel mondo, ma una stima piuttosto attendibile risultata dai dati di Italiano 2000 che mostra come l’italiano sia la quarta/quinta lingua più studiata al mondo. Tra l’altro, il progetto Language Rich Europe – Trends in policies and practices for multilingualism in Europe (Ed. Guus Extra, Kutlay Yağmur, Cambridge University Press, 2012) evidenzia come l’italiano sia al quinto posto tra le venti lingue nei giornali più diffusi in 24 capitali Europee – dopo Inglese, Tedesco, Francese e Russo – e sempre al quinto posto fra le lingue più utilizzate per il business sempre nei 24 Paesi Europei coinvolti nel progetto/ricerca. All’ottavo posto, invece, la lingua italiana che si colloca fra le venti lingue più presenti nei servizi pubblici.

 

Chi parla italiano

Ethnologue, che cataloga più di 6700 lingue parlate in circa 228 Paesi nel Mondo, mostra come l’Italiano sia prima lingua non solo, ovviamente, in Italia, ma anche nella Repubblica di San Marino, nello Stato del Vaticano e in Svizzera; tra l’altro la regione Istriana della Croazia e la Slovenia la riconoscono come lingua ufficiale, mentre in Somalia l’italiano è riconosciuta ufficialmente come seconda lingua. L’Italiano è anche molto parlato in Argentina, oltre che in molte aree europee e dell’area balcanica e mediorientale. Da una stima effettuata nel 2012 dall’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all’Estero), erano 4.208.977 i cittadini di origine italiana emigrati all’estero a mantenere  l’utilizzo della lingua italiana, coinvolgendo anche altri cittadini autoctoni.

 

Perché si studia l’Italiano?

In base alla ricerca di Torre di Babele, scuola per imparare la lingua italiana a Roma, la principale motivazione è che l’Italiano è la lingua di uno dei Paesi col patrimonio artistico e culturale più vasti al Mondo. Segue poi l’italiano appreso per motivi di svago nel tempo libero: alcuni ne apprezzano la musicalità (17.5%), altri la imparano per poter parlare con la gente del posto una volta andati in vacanza (18%), altri perché l’Italiano è la lingua del buon mangiare e del buon bere (16%). In seguito, una percentuale minore di persone identifica la conoscenza dell’italiano con quella dei termini relativi al design e alla moda (10%) o al fatto che uno degli antenati sia italiano (5,7%). Seppur riportato da un’unica Scuola di Lingue, lo scenario tratteggiato riflette quello evidenziato da Italiano 2000 che aveva mostrato come, rispetto alle motivazioni “tradizionali” che spingono a imparare l’italiano per motivi legati alla cultura e alla tradizione, ci sia poi lo studio dell’italiano come prima scelta per il tempo libero (32,8%), ma anche per motivi legati al lavoro (nel 22% dei casi). Fra le motivazioni legate alla sfera personale, che interessa circa l’8% del campione, prevale quella legata all’avere un partner italiano, seguita a ruota dall’appartenenza a una famiglia di origine italiana. E’ in base alle osservazioni riportate dalle ricerche condotte che Torre di Babele promuove corsi di lingua italiana a Roma che uniscono i vari aspetti principali rilevati nell’indagine, mettendo a disposizione diverse tipologie di Italian classes per dare modo a chiunque di imparare qualcosa in più sulla Bella Lingua.

 

La Scuola di lingua italiana Torre Di Babele è in attività dal 1984, è riconosciuta dal MIUR e può formare non solo studenti provenienti dalle varie Nazioni del Mondo, ma anche insegnati di Italiano per stranieri. Da 12 anni infatti il centro, oltre ad offrire corsi di italiano sia per principianti che di perfezionamento, ha ottenuto l’accreditamento come centro autorizzato di esame DITALS, la Certificazione che attesta le competenze di chi vuole insegnare italiano a stranieri. Maggiori informazioni sui corsi di italiano per gli stranieri in visita in Italia all’indirizzo web www.torredibabele.com/it/

 

Corso CCNP a Milano? Sì, con Scuola Vega

Per tutti coloro che desiderano frequentare un corso CCNP a Milano o online, Scuola Vega offre la soluzione ideale. Alla luce del fatto che le certificazioni tecnologiche sono sempre più richieste, Scuola Vega cerca di venire incontro a tutti coloro che hanno bisogno di averne una specifica. In che modo? Con dei corsi professionalizzanti, ben strutturati e ideati nel migliore dei modi. Del resto, oggi come oggi, Scuola Vega è una vera e propria garanzia e, pertanto, scegliere un suo corso è il primo dei passi verso il successo.

Nel dettaglio, il corso CCNP conferisce, alla fine di una serie formata da 3 esami che chiudono rispettivamente 3 moduli, il tanto ricercato certificato Cisco CCNP Routing and Switching. Come si intuisce, l’intero corso è diviso in 3 parti, che sono tre corsi distinti, che possono anche essere frequentati separatamente. Stiamo parlando, nello specifico, del corso CCNP ROUTE, che ha una durata di 60 ore, del corso CCNP SWITCH, che ha una durata di 50 ore e del corso CCNP TSHOOT che dura 40 ore. I tre corsi in questione, inoltre, danno accesso a tre esami, il 300-101 ROUTE, il 300-115 SWITCH, il 300-135 TSHOOT.

Tutti i corsi e tutte le lezioni proposte da Scuola Vega sono frequentabili sia in aula che in videoconferenza. Attenzione, però, perché optando per la possibilità di seguire online le lezioni, perché non si è a Milano o perché non si può essere in aula, non si accede alle solite cose registrate e guardate in differita. Una delle peculiarità di Scuola Vega, infatti, è quella di pensare a corsi che possono essere frequentati a distanza ma in tempo reale, in modo tale da interagire con i professori. Inoltre, questi ultimi sono tra i migliori esperti in circolazione e sono sempre aperti all’interazione con le varie classi, in modo tale da permettere a tutti di apprendere nel migliore dei modi. Da questo punto di vista, Scuola Vega è sinonimo di successo dato che, come si intuisce, offre un servizio completo a tutti coloro che si iscrivono ai suoi corsi, aprendo, in questo modo, la strada verso il successo assicurato.

Frequentare un corso CCNP Milano organizzato da Scuola Vega permette di acquisire tutte le competenze fondamentali per creare e implementare nel migliore dei modi reti LAN e WAN. Si tratta di una specializzazione molto richiesta, dalla quale non si può prescindere se si desidera lavorare nel settore. Inoltre, c’è da ricordare che Scuola Vega viene incontro ai suoi corsisti anche per quel che concerne i pagamenti. Tutti coloro che hanno delle difficoltà, che sono disoccupati o inoccupati o dimostrano di avere un reddito basso, possono chiedere delle agevolazioni, che consistono in una comoda rateizzazione del saldo totale.

L’età degli insegnanti è alta?

Da anni si discute sul fatto che nel mondo della scuola ci sono degli insegnati di età elevata, un problema che riguarda solo il contesto italiano, un ricambio generazionale mancato che mina fortemente la scuola, infatti è necessario portare risorse fresche e con nuove idee.
Nel mondo della scuola serve per prima cosa un rinnovamento profondo, questo deve partire non solo dal modo in cui gli insegnanti vengono reclutati, partendo da un criterio più meritocratico, serve anche far confluire risorse giovani e fresche che abbiano la voglia di innovare e far crescere i loro alunni.
In questi anni invece si è andati nella direzione contraria, politiche incentrate prettamente sul contenimento dei costi hanno ridotto ancora di più la capacità di questa istituzione, di porsi al centro della vita delle famiglie, contribuendo in tal modo alla crescita dei ragazzi che la frequentano.
Tagli al budget continui hanno messo in serio pericolo il mondo della scuola che si è trovato a fronteggiare le problematiche del mondo esterno, senza avere a disposizione risorse adeguate, per questo motivo è diventato difficile poter garantire un livello di istruzione adeguato.
Un altro problema è quello legato all’età anagrafica degli insegnanti, preparati e con anni di esperienza, ormai stanchi e con la necessità di andare in pensione, questo per poter garantire quel mutamento generazionale che consente di rinnovare tutto.
L’iter per il pensionamento dei 4000 insegnanti continua, uno sblocco consentito dalla legge Fornero, se il decreto dovesse andare in porto, consentirebbe in un’unica finestra, quella di settembre di far andare in pensione 4000 insegnanti.
In questo modo sarebbe garantito un ricambio e si potrebbero predisporre delle nuove assunzioni nel mondo della scuola, nuove energie pronte ad accogliere le sfide di domani, la speranza è quella di garantire quel corretto ricambio di risorse c