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Le Università Italiane

La scelta dell’università è sempre un processo difficile specialmente negli ultimi anni con l’apertura di numerosi corsi nelle varie città italiane.

In ogni famiglia però il primo vero problema d’affrontare non è tanto la scelta di un corso o di un altro, mala possibilità di mandare il proprio figlio/a studiare fuori, visto gli affitti così alti.

Tuttavia con una buona ricerca sia su internet che sul cartaceo oggi è possibile trovare numerose occasioni per gli affitti per studenti universitari.

Una volta che si è trovata la giusta abitazione con un ottimo rapporto qualità/prezzo è necessario informarsi su un altro tipo di qualità: quello dell’Ateno in cui si vuole andare a studiare.

L’Università Italiana negli ultimi anni non è riuscita a stare a passo con le grandi università estere, come i College americani o quelle Inglesi; tuttavia non va dimenticato che abbiamo una lunga tradizione alle spalle e che molti Atenei ci possono garantire un’ottima preparazione anche per far affacciare i nostri figli anche  in campo internazionale.

 

L’Italia divide gli Atenei in cinque sottogruppi, dove rientrano le varie università in base agli iscritti all’anno:

 

  • Mega: atenei che hanno oltre 40.000 iscritti;
  • Grandi: atenei che annoverano tra i 20.000 e i 40.000 iscritti;
  • Medi: atenei che contano tra i 10.000 e i 20.000 studenti;
  • Piccoli: atenei che non superano i 10.000 iscritti l’anno;
  • Infine abbiamo i Politecnici.

 

All’interno di questi sottogruppi troviamo una classifica generale di tutti i principali Atenei Italiani che offrono i migliori servizi agli studenti che intraprendono il percorso universitario. Cerchiamo di vedere i primi cinque di ogni gruppo.

Per quanto riguarda i Mega Atenei abbiamo:

 

  1. Bologna;
  2. Padova;
  3. Firenze;
  4. Torino
  5. Pisa.

 

Nei Grandi Atenei si collocano invece:

 

  1. Perugia;
  2. Pavia;
  3. Salento;
  4. Calabria;
  5. Parma.

Nei Medi Atenei invece sono i seguenti:

 

  1. Siena;
  2. Trento;
  3. Trieste
  4. ;
  5. Modena e Reggio Emilia;
  6. Sassari.

 

Nei Piccoli Atenei:

 

  1. Camerino;
  2. Teramo;
  3. Basilicata;
  4. Tuscia;
  5. Piemonte Orientale.

 

I politecnici che vengono presi in considerazione invece sono solo quattro:

 

  1. Milano;
  2. Torino;
  3. Venezia IUAV;
  4. Bari.

 

Questa è la classifica aggiornata per quanto riguarda le prime cinque posizioni. Naturalmente ogni studente e famiglia deciderà quale sia meglio in base alle proprie esigenze sia economiche sia di lontananza, poiché un figlio/a che si allontana da casa per tornare poche volte all’anno è sempre una “perdita” per la famiglia stessa.

 

Atenei, Università San Raffaele è un’eccellenza!

Per quanto la scuola italiana abbia dei problemi e se ne parli spesso in termini negativi, non dobbiamo mai dimenticare che per certi versi rappresenta anche un’eccellenza, esistono degli atenei che vengono nel mondo riconosciuti come vere e proprie punte di diamante della cultura italiana.
Non sempre la ricerca e l’innovazione sono appannaggio degli stati esteri, molto spesso in luoghi relativamente vicini a noi, esistono delle punte di eccellenza che come tali possono renderci orgogliosi, il San Raffaele è una di quelle strutture che in tal senso rappresenta proprio questo.
La classifica riguarda il Sole 24 Ore, un giornale che da sempre è molto obiettivo e difficilmente tende a elevare strutture o atenei, senza avere prima elementi fondati in tal senso, in ogni caso l’Università San Raffaele è risultata al primo posto nei settori di propria competenza, parliamo di scienze mediche, filosofiche e psicologiche.
La cosa che ancora di più stupisce e rende giustizia a questa università è il fatto che gli atenei messi a confronto, staccano l’università San Raffaele di ben sei punti, rendendo ancora più evidente il successo e l’eccellenza che rappresenta questo ateneo.
Dopo quella del San Raffaele, vediamo subito dopo la Bocconi, leader nel settore dell’economia e della giurisprudenza, segue a breve distanza la Luiss di Roma, in ogni caso la classifica evidenza in maniera netta e precisa come esistano strutture che rappresentano da questo punto di vista vere e proprie eccellenze.
L’Università San Raffaele è un’eccellenza riconosciuta come tale non solo in Italia ma anche all’estero, per questo motivo ci sono giovani ricercatori che decidono di venire in Italia per poter studiare in questa prestigiosa struttura, un motivo che ancora di più deve far riflettere su un altro punto importante.
L’eccellenza è un modo concreto di lavorare e di operare, muovendosi in tal senso è possibile rendere grande e innovativo quello che di italiano abbiamo.

Scuola e fondi destinati

 

La scuola italiana è in sofferenza da anni, non lo dicono le statistiche ma la realtà di tutti i giorni, parliamo di edifici molto fatiscenti, questi non rispettano assolutamente le minime norme di sicurezza che renderebbero queste strutture sicure e adeguate alle esigenze degli scolari.

Ora come sempre si parla di cifre destinate al mondo della scuola, il governo Renzi ha deciso di destinare al mondo della scuola una parte delle risorse, cercando di recuperarle da varie vie, come sempre dalla cifra iniziale, siamo arrivati a ben altri budget.

Inizialmente si era parlato di una cifra che doveva aggirarsi intorno ai 3 miliardi e mezzo di euro, poi tra smentite e voci di corridoio varie, la cifra è stata rimodulata a 1 miliardo, una budget notevolmente ridotto rispetto a quello inziale.

Come sempre pesa una situazione economica, quella italiana nella quale c’è un completo ristagno, diventa difficile in una situazione del genere, poter reperire fondi sufficienti per tutti gli interventi che attualmente la scuola richiede, ricordiamo a tutti che la situazione è abbastanza seria.

343 mila alunni sono esposti a sostanze tossiche come l’amianto, oltre a questo bisogna parlare di edifici fatiscenti, con intonaco che cade dalle pareti e che spesso non rispettano neanche le più elementari norme in materia di sicurezza.

Palazzo Ghigi pur consapevole della situazione di emergenza nella quale la scuola si trova in termini di agibilità delle strutture nelle quali sono ospitati i ragazzi, riduce drasticamente il budget, vediamo ora nel dettaglio com’è divisa la cifra di questo fondo.

244 milioni dovrebbero arrivare dallo svincolo del patto di stabilità, questi saranno impiegati nella costruzione di nuove scuole e in opere di manutenzione, 510 milioni invece arrivano dal Fondo di sviluppo e coesione, questi dovranno servire per interventi di messa in sicurezza, decoro e piccola manutenzione.