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	<title>Blog Insegnanti.org</title>
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	<description>Insegnanti.org il sito per gli insegnanti</description>
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		<title>Scuola, provveditorati spariti dal web</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:55:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siti Internet dell’istruzione siciliana oscurati e insegnanti spaesati. Dove andare a guardare graduatorie a esaurimento ed eventuali convocazioni per il conferimento delle supplenze? Dal 15 febbraio scorso i siti dell’Ufficio scolastico regionale e di altri cinque provveditorati &#8220;degli sky&#8221; siciliani – Palermo, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani – sono off limits. Niente informazioni sulle tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siti Internet dell’istruzione siciliana oscurati e insegnanti spaesati. Dove andare a guardare graduatorie a esaurimento ed eventuali convocazioni per il conferimento delle supplenze? Dal 15 febbraio scorso i siti dell’Ufficio scolastico regionale e di altri cinque provveditorati &#8220;degli sky&#8221; siciliani – Palermo, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani – sono off limits. Niente informazioni sulle tante novità riguardanti la scuola locale e nessuna possibilità di accedere agli archivi informatici in piedi dal 2005. E’ la stessa Learning academy, l’associazione no profit che parecchi anni fa ha “ideato, progettato e realizzato i portali” sui quali decine di migliaia di docenti siciliani hanno acquisito informazioni su graduatorie e posti disponibili per le supplenze, tanto per citare i link più cliccati, a spiegare i motivi dell’oscuramento. Il tutto senza costi per gli uffici periferici del ministero.<br />
“Nel 2010 – spiegano da Learning academy – l’Usr Sicilia formalizzava le <a href="http://www.disdette.com/sky-1/">disdette</a> dei servizi alla naturale scadenza del mese di febbraio 2011”, ma nonostante ciò i siti restano attivi fino a quando l’associazione che li ha realizzati proponeva gli stessi servizi “a un costo simbolico annuo di un euro omnicomprensivo”.</p>
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		<title>In Italia gli insegnanti più vecchi d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 23:53:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia avrà presto un&#8217;emergenza insegnanti. Lo dice l&#8217;Europa, che ha messo sotto la lente i 27 paesi Ue nel rapporto 2012 sul settore dell&#8217;istruzione riportato da Tuttoscuola. Sono in realtà molti i paesi dell&#8217;Unione europea che potrebbero soffrire in futuro di una «grave carenza» di insegnanti, ma l&#8217;Italia è particolarmente esposta poiché è il Paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia avrà presto un&#8217;emergenza insegnanti. Lo dice l&#8217;Europa, che ha messo sotto la lente i 27 paesi Ue nel rapporto 2012 sul settore dell&#8217;istruzione riportato da Tuttoscuola. Sono in realtà molti i paesi dell&#8217;Unione europea che potrebbero soffrire in futuro di una «grave carenza» di insegnanti, ma l&#8217;Italia è particolarmente esposta poiché è il Paese della Ue-27 con la percentuale più alta di insegnanti ultracinquantenni nelle scuole superiori.<br />
In Italia infatti il 57,8% degli insegnanti nelle scuole superiori ha più di 50 anni: messa così male, sopra la sognlia del 50%, c&#8217;è solo un altro Paese della Ue-27, la Germania (50,7%).<br />
Allo stesso tempo, in questi due paesi -ma anche in Bulgaria, Spagna, Austria e Islanda &#8211; il numero di insegnanti sotto i 30 anni è molto basso. In particolare, l&#8217;Italia ha la percentuale più bassa in assoluto (0,5%), la Germania è al 3,6%, la Bulgaria al 5,5%, l&#8217;Austria e l&#8217;Islanda entrambe al 6% e la Spagna al 6,8%.</p>
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		<title>Insegnanti e graduatorie “20 mila tagliati fuori”. La protesta in un video.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 23:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[graduatorie]]></category>

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		<description><![CDATA[MACERATA / Oltre 20 mila giovani insegnanti tagliati fuori dalle graduatori nazionali &#8220;non per merito ma per una data di iscrizione&#8221;. La denuncia del Coordinamento Docenti Abilitati e Abilitandi per le Gae. Il grido di allarme (e indignazione) in un video, una messa in scena creativa ed esplicativa. &#8220;Pare non ci facciano entrare (nelle graduatorie). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MACERATA / Oltre 20 mila giovani insegnanti tagliati fuori dalle graduatori nazionali &#8220;non per merito ma per una data di iscrizione&#8221;. La denuncia del Coordinamento Docenti Abilitati e Abilitandi per le Gae.<br />
Il grido di allarme (e indignazione) in un video, una messa in scena creativa ed esplicativa. &#8220;Pare non ci facciano entrare (nelle graduatorie). Quindi non lavoreremo.&#8221; &#8220;Ma stiamo scherzando?&#8221;. Inizia con un dialogo fra colleghe il breve filmato che immagina pero&#8217; il lieto fine, la vittoria contro una sorta di stato arbitrario in personificato da una maschera che strappa il libretto universitario.<br />
Ragazze e ragazzi che da tempo insegnano come precari nelle scuole dove c&#8217;e bisogno, che si sono iscritti all&#8217;universita&#8217; dopo il 2007 e che per questo non potranno entrare in graduatoria se passa l&#8217;emendamento Pittoni. Quest&#8217;ultima modifica prevede infatti che chi si e&#8217; iscritto dopo il 2007, quindi anche se pochi mesi dopo nel 2008, resti fuori &#8220;indipendentemente dagli esami sostenuti, dai voti, dagli anni di lavoro&#8221;. E cosi&#8217; ci sono migliaia di insegnanti che svanirebbero nel nulla, perderebbero i diritti acquisiti in mesi e anni di lavoro.<br />
&#8220;Il coordinamento non si capacita della schizofrenia legislativa ed incoerenza politica che sottende l&#8217;inserimento in Gae di docenti aventi i medesimi requisiti dei colleghi del 2007.&#8221;</p>
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		<title>L’insegnante che prendeva a calci i bambini</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:23:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Polizia di Rovigo ha arrestato una donna di 48 anni, insegnante di scuola primaria, per il reato di maltrattamenti verso alcuni alunni. Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, hanno avuto inizio lo scorso mese di maggio in seguito ai comportamenti violenti e aggressivi dell’insegnante nei confronti di minori, alunni di una scuola di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Rovigo ha arrestato una donna di 48 anni, insegnante di scuola primaria, per il reato di maltrattamenti verso alcuni alunni. Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, hanno avuto inizio lo scorso mese di maggio in seguito ai comportamenti violenti e aggressivi dell’insegnante nei confronti di minori, alunni di una scuola di un piccolo centro della provincia di Rovigo.</p>
<p>SCHIAFFI E CALCI IN QUANTITA’ &#8211; Dalle testimonianze dei genitori e degli stessi bambini, sentiti in forma protetta su delega dell’autorità giudiziaria, è emerso che la donna dava schiaffi e calci in varie parti del corpo nonché con strattoni così violenti da far sbattere la testa degli alunni sul banco o per terra. In altre occasioni la maestra rovesciava i banchi gettando via il materiale didattico dei minori costringendoli a rimanere in punizione in piedi in un angolo. L’autorità giudiziaria di Rovigo ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell’indagata. (Adnkronos)</p>
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		<title>Ue; carenza insegnanti,situazione Italia critica</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/02/ue-carenza-insegnantisituazione-italia-critica/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:23:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BRUXELLES, 10 FEB &#8211; Molti paesi dell&#8217;Unione europea potrebbero soffrire in futuro di una &#8221;grave carenza&#8221; di insegnanti e l&#8217;Italia e&#8217; particolarmente esposta a questo rischio poiche&#8217; e&#8217; il Paese della Ue-27 con la percentuale piu&#8217; alta di insegnanti ultracinquantenni nelle scuole superiori: e&#8217; quanto emerge dal rapporto 2012 sul settore dell&#8217;istruzione pubblicato oggi dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BRUXELLES, 10 FEB &#8211; Molti paesi dell&#8217;Unione europea potrebbero soffrire in futuro di una &#8221;grave carenza&#8221; di insegnanti e l&#8217;Italia e&#8217; particolarmente esposta a questo rischio poiche&#8217; e&#8217; il Paese della Ue-27 con la percentuale piu&#8217; alta di insegnanti ultracinquantenni nelle scuole superiori: e&#8217; quanto emerge dal rapporto 2012 sul settore dell&#8217;istruzione pubblicato oggi dalla Commissione Ue.</p>
<p>In Italia, il 57,8% degli insegnanti nelle scuole superiori ha piu&#8217; di 50 anni, si legge nel rapporto, secondo cui solo un altro Paese della Ue-27 &#8211; la Germania &#8211; supera la soglia del 50%, ma e&#8217; comunque lontana dall&#8217;Italia, con una quota del 50,7%.</p>
<p>Allo stesso tempo, in questi due paesi &#8211; oltre che in Bulgaria, Spagna, Austria e Islanda &#8211; il numero di insegnanti sotto i 30 anni e&#8217; molto basso. In particolare, l&#8217;Italia ha la percentuale piu&#8217; bassa in assoluto (0,5%), la Germania e&#8217; al 3,6%, la Bulgaria al 5,5%, l&#8217;Austria e l&#8217;Islanda entrambe al 6% e la Spagna al 6,8%.</p>
<p>A contribuire alla prevista carenza di insegnanti c&#8217;e&#8217; anche il fatto che il numero di laureati aspiranti insegnanti continua a &#8221;scendere nel momento in cui quelli esistenti si avvicinano alla pensione&#8221;.(ANSA).</p>
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		<title>Prof assunti direttamente dai presidi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:22:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I presidi che assumono gli insegnanti, il reclutamento diretto nella scuola statale. Era nella proposta di legge per lo sviluppo di Formigoni (articolo 5), è rimasto ma riveduto e corretto (come articolo nel testo approvato ieri dalla giunta regionale. Comunque improponibile, per i sindacati. Con la Cgil che aveva già bollato come inaccettabile la proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I presidi che assumono gli insegnanti, il reclutamento diretto nella scuola statale. Era nella proposta di legge per lo sviluppo di Formigoni (articolo 5), è rimasto ma riveduto e corretto (come articolo <img src='http://www.insegnanti.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> nel testo approvato ieri dalla giunta regionale. Comunque improponibile, per i sindacati. Con la Cgil che aveva già bollato come inaccettabile la proposta e aveva chiesto lo stralcio della norma: «Insegnanti lombardi? Incostituzionale». Ieri la loro posizione è rimasta di «netto dissenso». Anche la Cub scuola aveva parlato di «trasformazione involutiva». Nel mondo della scuola intanto il dibattito, non nuovo, ma fino a ieri soltanto teorico, è ripartito. Anche se l&#8217; assessore regionale all&#8217; Istruzione, Valentina Aprea, ha ribadito subito i paletti appena fissati. «Si tratta di una sperimentazione, relativa ai contratti annuali. E le modalità di attuazione verranno prima concordate con il governo». Il Pd ha sottolineato il «passo indietro»: «L&#8217; annunciato strappo iperautonomista non c&#8217; è più &#8211; hanno detto Fabio Pizzul e Marco Campione -. Ma il tema del reclutamento dei docenti resta importante e urgente».  I presidi intanto si confrontano sui «concorsi che a partire dal 2012-2013 le scuole possono organizzare per reclutare i docenti necessari a svolgere le attività didattiche annuali». «La proposta di Formigoni è una forzatura ma è giusto parlarne &#8211; sostiene Roberto Proietto, preside del liceo classico Beccaria -. La scuola dell&#8217; autonomia assume ancora con i meccanismi centralisti. Sarebbe opportuno poter valutare chi si chiama, e certamente sarebbe vantaggiosa una procedura più agile. Ma resta molto da chiarire. Esempio: il docente deve condividere il progetto didattico dell&#8217; istituto, ma come si verificherà la coerenza tra insegnante e proposta educativa?». Al liceo Agnesi il preside Giovanni Gaglio ha parlato della proposta Formigoni con i docenti. «Molti i punti non chiari. E attenzione al pluralismo educativo, c&#8217; è qualche perplessità di natura costituzionale. La proposta comunque merita un approfondimento. Del reclutamento si parla da anni, da quando i presidi aspettavano l&#8217; introduzione della dirigenza scolastica e dell&#8217; autonomia». Il presidente Formigoni ha annunciato che «è già iniziato il dialogo con il governo». E lunedì a Milano arriva il ministro Francesco <a title="chatta" href="http://www.chattaitaliano.com">chatta</a> Profumo.   Federica Cavadini</p>
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		<title>Insegnanti sotto stress: risarcimento record</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/01/insegnanti-sotto-stress-risarcimento-record/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 07:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Risarcimenti altissimi per insegnanti a cui sono riconosciuti danni psico-fisici. Succede in Scozia, dove nel 2011 il sindacato dell’Eis (Educational Institute of Scotland) è riuscito a far ottenere 650 mila sterline ai suoi iscritti: una singola docente ha ottenuto la cifra record di 250 mila sterline come risarcimento per disturbi psichici causati da stress lavoro-correlato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risarcimenti altissimi per insegnanti a cui sono riconosciuti danni psico-fisici. Succede in Scozia, dove nel 2011 il sindacato dell’Eis (Educational Institute of Scotland) è riuscito a far ottenere 650 mila sterline ai suoi iscritti: una singola docente ha ottenuto la cifra record di 250 mila sterline come risarcimento per disturbi psichici causati da stress lavoro-correlato.</p>
<p>Le cifre relative ai casi di stress lavoro-correlato nell’insegnamento sono quadruplicate nel giro di un quinquiennio in Gran Bretagna, alle prese anche con le gang giovanili che mettono a ferro e fuoco le metropoli (compreso Londra), segno di un disagio sociale che trovò sfogo in forme già viste – ad esempio con gli hoolingans – ai tempi del reflusso e degli anni Ottanta.</p>
<p>A scuola gli insegnanti non riescono, a causa dei tagli imposti al personale, a tenere a bada i ragazzi, i quali mostrano ogni anno che passa di non considerarla più un riferimento di valori. Lo scambio negativo fra scarsa considerazione sociale e tagli finanziari ha stretto in una morsa le scuole britanniche, col risultato paradossale che i pochi soldi rimasti servono a pagare risarcimenti a chi ci lavora.</p>
<p>Il segretario del sindacato, Ronnie Smith, sottolinea la gravità della situazione:</p>
<p>«Lo stress occupazionale è un grave problema degli insegnanti. La crescita del numero di casi di danni psicologici deve essere un monito per i datori di lavoro, che devono tener conto del benessere dei propri dipendenti. La scuola paga un prezzo pesante quando fallisce il suo obbligo di proteggere il proprio personale.»</p>
<p>Ovviamente questa logica non è ricalcabile nella scuola italiana, perché di fatto le scuole inglesi sono quasi tutti private, pur fornendo un servizio pubblico, quindi il rapporto fra insegnante e scuola non è ostacolato dallo Stato e dalla sua burocrazia. Gli insegnanti non sono intoccabili, e questo porta al vantaggio della loro valutazione, ma anche – come si vede – a svantaggi personali molto pesanti: mediamente nelle scuole scozzesi gli insegnanti fanno cinque ore di straordinario e svolgono lavori anche a casa e nel fine settimana.</p>
<p>L’ambiente di lavoro è sempre più stressante, i casi di mobbing dei genitori contro gli insegnanti non fanno più notizia. Il risultato è spaventoso: più di tre miliardi di sterline di costo di indennità per malattie, assenteismo, spese mediche. In quadro europeo molto chiaro: sono destinati a guadagnare sempre meno.</p>
<p>Certamente, c’è da chiedersi cosa accadrebbe in Italia, dove molti confessano di voler scappare dalla scuola, se fosse più facile per i docenti farsi risarcire danni dovuti allo stress: avremmo cifre simili o persino peggiori?</p>
<p>Fonte: Scotsman</p>
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		<title>SCUOLA: IDV, RESTITUITA GIUSTIZIA A INSEGNANTI, DOPO DISASTRI GELMINI</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/01/scuola-idv-restituita-giustizia-a-insegnanti-dopo-disastri-gelmini/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 07:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Si mette fine finalmente a una vera e propria ingiustizia per 23 mila insegnanti abilitati e abilitandi esclusi dalle graduatorie ad esaurimento – dichiara l’On. Pierfelice Zazzera (IDV) – grazie ai provvedimenti targati Gelmini. Ventritremila insegnanti iscritti alle graduatorie dal 2008 al 2011 sono stati gettati in questi mesi nella disperazione. Si tratta di insegnanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Si mette fine finalmente a una vera e propria ingiustizia per 23 mila insegnanti abilitati e abilitandi esclusi dalle graduatorie ad esaurimento – dichiara l’On. Pierfelice Zazzera (IDV) – grazie ai provvedimenti targati Gelmini. Ventritremila insegnanti iscritti alle graduatorie dal 2008 al 2011 sono stati gettati in questi mesi nella disperazione. Si tratta di insegnanti rimasti privi di lavoro e di speranza, ma oggi questa speranza è tornata. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo peraltro presentato un ordine del giorno al mille proroghe, approvato dal Governo, che completa un provvedimento monco – prosegue il dipietrista– dal momento in cui venivano ancora esclusi gli insegnanti abilitati con i corsi ex DM21 e DM85/2005. Insegnanti esclusi dalle graduatorie nonostante avessero partecipato a corsi regionali riconosciuti dal ministero, ma che sono stati esclusi in quanto non iscritti con riserva. Ciò sarebbe stata ancora una ingiustizia visto che l’esclusione non sarebbe avvenuta per responsabilità dei docenti, ma per volontà ministeriale. Grazie al nostro ordine del giorno invece – aggiunge Zazzera – il Governo ha assunto un impegno anche nei confronti di questi insegnanti, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3della Costituzione. Noi dell’IDV tuttavia – concludeZazzera – riteniamo la riapertura delle GAE non la soluzione al problema dei precari nella scuola. E’ un primo passo importante che restituisce pari opportunità, ma ora l’obiettivo dell’IDV è sostenere un piano triennale di stabilizzazione degli insegnanti precari nel rispetto della direttiva comunitaria 1999/70/CE. Il Governo deve adottare al più presto un piano triennale di assunzioni e di reclutamento di nuovi docenti. Da oggi su questo terreno noi dell’IDV ci batteremo e ci confronteremo con il governo e le forze politiche per una rinascita della scuola pubblica”.</p>
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		<title>Docenti, più trasferimenti al Sud</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/01/docenti-piu-trasferimenti-al-sud/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 04:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insegnanti più stabili al Nord e &#8220;ballerini&#8221; al Sud. I dati messi a disposizione dal sito del ministero &#8220;Scuola in chiaro&#8221; 1 &#8211; il link lanciato dal ministro dell&#8217;Istruzione, Francesco Profumo, per consentire alle famiglie di scegliere con maggiore consapevolezza la scuola dove iscrivere i propri figli &#8211; smontano un luogo comune sui docenti meridionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insegnanti più stabili al Nord e &#8220;ballerini&#8221; al Sud. I dati messi a disposizione dal sito del ministero &#8220;Scuola in chiaro&#8221; 1 &#8211; il link lanciato dal ministro dell&#8217;Istruzione, Francesco Profumo, per consentire alle famiglie di scegliere con maggiore consapevolezza la scuola dove iscrivere i propri figli &#8211; smontano un luogo comune sui docenti meridionali in &#8220;missione&#8221; al Nord e consegnano agli italiani un&#8217;altra verità: della più volte lamentata &#8220;toccata e fuga&#8221; dei &#8220;terroni&#8221; nelle scuole del settentrionali non c&#8217;è traccia. </p>
<p>Eppure, la presunta &#8220;furberia&#8221; di questi ultimi, che si sposterebbero nelle regioni del Nord per &#8220;rubare&#8221; i posti ai colleghi del luogo e dopo pochi anni rifarebbero le valigie in direzione opposta, lasciando le cattedre vacanti, è stata uno dei leit motiv della politica leghista 2 degli ultimi anni. E se questa migrazione si è in qualche caso verificata, in base ai numeri pubblicati qualche giorno fa da viale Trastevere, è stata del tutto marginale. I dati lo confermano. Scorrendo la tabella costruita da Repubblica.it 3, con il tasso di mobilità regionale di maestri e professori, si scopre che il corpo docente più stabile è proprio al </p>
<p>Nord: meno trasferimenti e, di conseguenza, più continuità didattica. </p>
<p>Vale la pena citare qualche dato. In Lombardia e Veneto, roccaforti leghiste, i trasferimenti degli insegnanti di scuola elementare ammontano rispettivamente al 4,2 e 3,1 per cento: sotto la media nazionale che si attesta al 4,3 per cento. I dati in questione si riferiscono a &#8220;tutti&#8221; i trasferimenti: quelli all&#8217;interno del comune e della provincia e la piccola percentuale di trasferimenti interprovinciali, che scattano solo all&#8217;ultimo nel complesso sistema della mobilità dei docenti. Una &#8220;percentuale della percentuale&#8221; che riduce ancora il fenomeno dei docenti che ottengono il via libera per tornare al Sud. </p>
<p>Ma, allora, forse il fenomeno esplode nelle medie? Niente affatto. Anche qui nelle due regioni simbolo dell&#8217;impegno leghista contro &#8220;l&#8217;invasione&#8221; dello &#8220;straniero&#8221; meridionale i conti non tornano: 7,2 per cento di trasferimenti in Lombardia e 8,5 in Veneto. Contro una media nazionale che tocca quota 9,0 per cento. In tutte le regioni settentrionali il tasso di mobilità dei docenti per &#8220;trasferimento a domanda&#8221; è del 5,5 per cento, contro una media nazionale del 6,2 per cento. E&#8217;, paradossalmente, al Sud che la classe docente è più dinamica: 6,8 per cento. </p>
<p>E la presunta fuga degli insegnanti meridionali verso le regioni d&#8217;origine? I dati ministeriali sono confermati da uno studio della Fondazione Agnelli, che nell&#8217;ottobre 2009 censì il numero dei docenti che ottennero il lasciapassare dal Nord verso una scuola meridionale: 691 in tutto su oltre 69 mila richieste soddisfatte. E per dare l&#8217;idea dell&#8217;impatto che questo fenomeno può avere sulle scuole settentrionali basta fare due conti. Nelle sei regioni del Nord &#8211; escluse Valle d&#8217;Aosta e Trentino Alto-Adige &#8211; sono presenti 3 mila e 500 istituzioni scolastiche e quasi 16 mila plessi. Le 691 fughe verso le scuole del Mezzogiorno toccherebbero quindi un plesso ogni 23.</p>
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		<title>La crisi produce anche gli insegnanti a km zero</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 04:36:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è accampata davanti all’Istituto Tecnico “Sergio Atzeni” di Oristano Maddalena Calvisi, docente precaria originaria di Marubbiu (Or). L’insegnante sarda che attende da ottobre lo stipendio per una supplenza relativa alla cattedra di francese, non riesce più a pagare gli spostamenti dal suo luogo di residenza alla scuola. Da qui, la sua decisione di presidiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è accampata davanti all’Istituto Tecnico “Sergio Atzeni” di Oristano Maddalena Calvisi, docente precaria originaria di Marubbiu (Or). L’insegnante sarda che attende da ottobre lo stipendio per una supplenza relativa alla cattedra di francese, non riesce più a pagare gli spostamenti dal suo luogo di residenza alla scuola.</p>
<p>Da qui, la sua decisione di presidiare il posto, in tenda, finché non verrà pagata. Nella lettera inviata dalla Calvisi al dirigente scolastico si legge infatti: “Dopo un’attenta riflessione, in seguito alla chiusura dei conti di fine anno, sono giunta a un’amarissima conclusione: non ho più la disponibilità di fondi per poter portare al termine l’incarico lavorativo che mi è stato assegnato. Mi rimangono quindi due possibilità: rinunciare definitivamente all’espletamento del servizio oppure ridurre le spese di trasporto necessarie per raggiungere la sede di lavoro.”</p>
<p>Maddalena è precaria dal 2002 e insegna inglese e francese. Quest’anno, la chiamata è arrivata a metà ottobre. Nel contratto che ha firmato, una clausola riportava che avrebbe percepito lo stipendio non appena l’istituto avesse ricevuto dal Ministero  i fondi necessari per la liquidazione degli stessi.</p>
<p>L’insegnante comunque non ha dubbi: “ Se dovessi risolvere il mio contratto di lavoro, il silenzio e l’oblio saranno i veri protagonisti di quest’assurda vicenda” scrive. Inoltre, è convinta che non denunciando l’accaduto a un altro precario saranno poi fatte le stesse promesse a vuoto e  propinato lo stesso contratto, parlando di inammissibili anomalie nei contratti individuali che tutelano sempre di più solamente il datore di lavoro.</p>
<p>Attraverso la sua lettera, la Calvisi ha informato la digirenza e chiesto il consenso di poter piantare la tenda lanciando così la sua provocazione di insegnante a “Km 0”, specificando che non si tratta solamente di una questione economica “ma anche  l’inizio di una battaglia personale per diventare cittadina di uno stato civile che si basa sul lavoro e interrompere lo stato di sudditanza a cui ci stiamo tutti dolorosamente abituando”.</p>
<p>Twitter: @Silvia_Ilari</p>
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		<title>In fila al freddo della notte per un posto a scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 04:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rimini, 23 gennaio 2012 &#8211; SONO arrivati ieri mattina. Le insegnanti della scuola dell’infanzia di San Francesco, a Viserba a due passi dal mare, li hanno visti all’apertura delle porte. Mamme e papà da un giorno si danno il cambio per non perdere il posto nella fila. Un rituale che purtroppo si ripropone da anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimini, 23 gennaio 2012 &#8211; SONO arrivati ieri mattina. Le insegnanti della scuola dell’infanzia di San Francesco, a Viserba a due passi dal mare, li hanno visti all’apertura delle porte. Mamme e papà da un giorno si danno il cambio per non perdere il posto nella fila. </p>
<p>Un rituale che purtroppo si ripropone da anni e questa volta ha visto allungarsi ancor più il periodo di attesa dei genitori. Sono costretti a starsene al freddo durante la notte, quando la temperatura scende sotto lo zero, sono disposti a subire tanto per offrire ai propri figli una possibilità. Anzi, un posto in classe. Alla scuola ripetono che non possono fare diversamente. Qui le graduatorie, essendo una scuola privata gestita dalle suore francescane di Sant’Onofrio, non ci sono.</p>
<p>Chi prima arriva può segnare il proprio figlio. Ed essendo limitati i posti a disposizione, come accade da anni a questa parte i genitori passano intere giornate al freddo. Ieri pomeriggio erano già una ventina quelli in fila. I posti utili sono appena ventisette. E quest’anno va anche meglio perché dodici mesi fa potevano entrare meno di venti bimbi. Ciò nonostante l’attesa si è allungata.</p>
<p>Le mamme aspettano sedute, composte sulle sedie che hanno portato con sé. Si sta in strada, tra gli alberi del viale che offrono un minimo di riparo. Si parla, si inganna la lunga attesa. «Siamo padri e madri soli con le nostre frustrazioni e la fila davanti alla scuola San Francesco ne è una prova» dice Pamela Pettinari che le file alla San Francesco le conosce bene. «Come tanti altri genitori nel gennaio 2009 mi presentai, nel gelo della notte, all’una per iscrivere mia figlia. Già all’epoca mi sembrava assurdo compiere un percorso così ‘doloroso’ ma lo accettai perché il mio sacrificio sarebbe andato a favore della mia bambina che, in questi anni, è stata amata dalle insegnanti della scuola che lavorano, sempre, con grande competenza».</p>
<p>Lo scorso anno i genitori rimasero in fila per 22 ore. Quest’anno il triste primato sarà superato. Infatti, le iscrizioni apriranno solo questo pomeriggio dopo un’attesa durata oltre un giorno. «Mamme e papà coraggiosi stanno combattendo contro una istituzione che, sempre di più, mette noi genitori in queste condizioni. Mancano le scuole e i servizi, ma perché il sindaco non si attiva?».</p>
<p>Andrea Oliva</p>
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		<title>Cagliari, 20 insegnanti immessi in ruolo Poi la beffa: &#8220;Scusate, c&#8217;è stato un errore&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 05:12:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Beffa per venti insegnanti, assunti a settembre dall&#8217;Ufficio scolastico provinciale a tempo indeterminato: nei giorni scorsi sono stati convocati per la risoluzione del contratto &#8220;per un errore amministrativo&#8221;. Assunti a tempo indeterminato all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, ora rischiano di tornare precari. È la storia di 20 insegnanti di sostegno (16 per la provincia di Cagliari, 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beffa per venti insegnanti, assunti a settembre dall&#8217;Ufficio scolastico provinciale a tempo indeterminato: nei giorni scorsi sono stati convocati per la risoluzione del contratto &#8220;per un errore amministrativo&#8221;.</p>
<p>Assunti a tempo indeterminato all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, ora rischiano di tornare precari. È la storia di 20 insegnanti di sostegno (16 per la provincia di Cagliari, 4 per quella di Sassari) che ieri sono stati convocati dall&#8217;Ufficio scolastico provinciale, dove gli è stato spiegato che il loro posto fisso tutto d&#8217;un tratto è diventato traballante. Alla base di tutto un pasticcio dell&#8217;Usp, che ha sbagliato il conteggio dei posti vacanti. Un errore che non ha comportato uno sforamento del numero totale dei posti, ma che ha determinato problemi nelle compensazioni per quello che riguarda le classi di concorso. Il risultato è che ci sono alcuni docenti di ruolo che potrebbero tornare a fare i precari.</p>
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		<title>Insegnante fa causa a Ministero: è precaria da 23 anni</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 05:10:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 1988 ad oggi ha lavorato in modo discontinuo come supplente firmando contratti a tempo determinato. Una vita fatta di sacrifici, costretta a spostarsi da un istituto all’altro con la speranza di diventare un giorno insegnante di ruolo. Ora, dopo 23 anni trascorsi ad ingoiare bocconi amari, ha guadagnato il triste titolo di docente con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1988 ad oggi ha lavorato in modo discontinuo come supplente firmando contratti a tempo determinato. Una vita fatta di sacrifici, costretta a spostarsi da un istituto all’altro con la speranza di diventare un giorno insegnante di ruolo. Ora, dopo 23 anni trascorsi ad ingoiare bocconi amari, ha guadagnato il triste titolo di docente con più giorni di precariato alle spalle dell’Emilia Romagna.<br />
È la storia di Alessandra Benedetti, classe 1965, proveniente da Bologna, che ha scelto di aderire all’azione legale promossa dal Codacons contro il ministero dell’Istruzione. La protagonista di questa singolare vicenda, infatti, ha vinto il concorso indetto dall’associazione di difesa dei consumatori e dell’ambiente che prevede un ricorso collettivo gratuito attraverso i propri legali a favore delle “vittime’’ del sistema scolastico. A prendere parte all’iniziativa oltre a lei, ci sono altre 2mila persone a dir poco indignate per l’ingiusto trattamento.</p>
<p>Adesso, il Codacons chiede al ministero dell’Istruzione la presa in atto di tutti i documenti amministrativi generali che saranno presentati. Principale obiettivo, l’immissione in ruolo degli insegnanti regolarmente inseriti all’interno delle graduatorie ad esaurimento con conseguente conversione dei contratti a termine e un risarcimento pari a 40mila euro.</p>
<p>Da Nord a Sud la situazione appare la medesima: centinaia di giovani e meno giovani in lotta per ottenere un posto fisso ad ogni costo, sfidando persino l’inevitabile scorrere del tempo. Se si controllano le liste, è impossibile non notare l’età degli aspiranti docenti, come nel caso di Aurelia, vincitrice di quello che è stato ribattezzato “Premio Brunetta d’oro’’.</p>
<p>Sono trascorsi 35 anni da quando la prof di Tivoli, in provincia di Roma, presentò la domanda per entrare in graduatoria. Ebbene, oggi, a sessant’anni suonati la precaria più precaria d’Italia, ormai vicina alla pensione, è stata chiamata per ricoprire finalmente una cattedra. Meglio tardi che mai?</p>
<p>Miki Marchionna</p>
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		<title>Insegnanti nel brodo della soggettività</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 05:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Devo dirvi che tempo fa mi sono iscritta online all&#8217;associazione Retescuole, &#8220;rete di resistenza della scuola pubblica&#8221; e così ricevo mail circolari da un&#8217;agguerrita falange di insegnanti che protestano vivacemente (è un gentile eufemismo), raccolgono firme, organizzano girotondi e petizioni, si scambiano mail muscolari contro i tagli, la Gelmini e il concorsone per dirigenti. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dirvi che tempo fa mi sono iscritta online all&#8217;associazione Retescuole, &#8220;rete di resistenza della scuola pubblica&#8221; e così ricevo mail circolari da un&#8217;agguerrita falange di insegnanti che protestano vivacemente (è un gentile eufemismo), raccolgono firme, organizzano girotondi e petizioni, si scambiano mail muscolari contro i tagli, la Gelmini e il concorsone per  dirigenti. E fin qui va tutto piuttosto bene. Leggo, vengo informata sulla circolare per gli straordinari, sulla mozione per boicottare le prove Invalsi e sul coordinamento per le manifestazioni a Vimercate e Concorezzo. Di solito capisco tutto. O quasi. Poi, stamattina, ricevo da Matteo, che virtualmente ci abbraccia tutti noi di Retescuole e ci prega di diffondere. Io vi giro, voi leggete e poi ditemi cosa avete capito.</p>
<p>Mail di Matteo, insegnante. «Tre anni fa abbiamo fondato il Coxsa. Un piccolo gruppo di persone si riuniva convivialmente cercando una forma associativa orizzontale in grado<br />
di rispondere al bisogno di organizzazione orizzontale di fronte al<br />
monopolio di strutture verticistiche, enormi o piccolissime, in tutti i<br />
campi della politica e dell&#8217;associazionismo. Lo scopo: aggregare soggetti<br />
liberi verso un &#8220;orlo del caos&#8221; un brodo di soggettività non cristallizzate<br />
che potesse dar vita ad un nuovo sistema sociale».</p>
<p>Risposta di Francesca, blogger e giornalista.« Gentile Matteo, l&#8217;abbraccio virtualmente anche io e allargo ai miei lettori la sua richiesta di diffusione del Coxca.   Mi sento in un certo modo di voler aderire, in quanto mi ritengo un soggetto libero molto vicino all&#8217;orlo del caos. E&#8217; il brodo di soggettività non cristallizzato che mi lascia perplessa. E ora mi permette una domanda che sicuramente le apparirà qualunquista, frutto di un monopolio verticistico: ma i suoi alunni, quando in classe lei spiega, capiscono?!?».  </p>
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		<title>PENSIONI/ Chi salverà gli insegnanti &#8220;bocciati&#8221; dalla Consulta?</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2011/11/pensioni-chi-salvera-gli-insegnanti-bocciati-dalla-consulta/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 05:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente pensione anticipata per i prof. A differenza dei loro colleghi di tutti gli altri comparti della Pubblica amministrazione. Questo perché la Consulta ha deciso di rigettare una questione di legittimità costituzionale riferita a una norma che impedirebbe in via esclusiva al personale docente di andare in pensione 5 anni prima del compimento del 40esimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente pensione anticipata per i prof. A differenza dei loro colleghi di tutti gli altri comparti della Pubblica amministrazione. Questo perché la Consulta ha deciso di rigettare una questione di legittimità costituzionale riferita a una norma che impedirebbe in via esclusiva al personale docente di andare in pensione 5 anni prima del compimento del 40esimo anno di servizio. Tutti gli altri, invece, possono farlo, percependo, in questo periodo, metà stipendio e la pensione intera al raggiungimento dei requisiti. «Questa scelta è chiaramente il frutto dell’ignoranza assoluta e totale sui rischi professionali della categoria docente. Legati a patologie psichiatriche e oncologiche. Patologie descritte e documentate da numerosi studi internazionali», è il commento di Vittorio Lodolo D’Oria, medico specialista e componente del Collegio Medico della ASL di Milano per il riconoscimento dell’inabilità al lavoro per causa di salute. Il problema, secondo la Corte costituzionale, è che la preclusione alla deroga prevista unicamente per la scuola è legittima dal momento che, negli altri settori pubblici, i lavoratori che decidessero di percepire metà stipendio, non sarebbero sostituiti. Questo non si può fare con gli insegnanti.</p>
<p>«Si tratta di una scelta &#8211; continua l’esperto &#8211; che va contro il decreto legge 81 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Se i rischi per la salute degli insegnanti non esistessero, la decisione della Consulta potrebbe anche essere corretta. Ma siccome esistono è grave che non se ne tenga conto, e ancor più che non si conoscano e che non vengano indagati». A quanto rivela Lodolo D’Oria, «sia la Francia che la Gran Bretagna hanno dimostrato abbondantemente che gli insegnanti sono i lavoratori sottoposti al maggior rischio di suicidio, mentre studi francesi, inglesi, giapponesi, americani e tedeschi hanno dimostrato che gli italiani, in particolare, sono i docenti maggiormente sottoposti al rischio di disturbi psichiatrici».</p>
<p>Non solo: «Sono maggiormente soggetti alle patologie psichiatriche per numerosi motivi. Tra i principali, il fatto che si è rotto l’asse genitori-insegnati a sfavore di questi ultimi. Ormai, infatti, i genitori sono diventati i sindacalisti dei propri figli. L’educazione post-sessantottina ha portato, inoltre, al livellamento del ruolo dell’insegnante nei confronti dello studente. Per non parlare del fatto che l’Italia è tra i Paesi europei dove guadagnano in assoluto di meno. Tutto ciò, ne ha reso il compito sempre più difficile e si sentono isolati, frustrati». </p>
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