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	<title>Blog Insegnanti.org</title>
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	<description>Insegnanti.org il sito per gli insegnanti</description>
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		<title>Corso di formazione sul linguaggio c#, una scelta professionale</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 03:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte persone credono che i corsi sui linguaggi di programmazione seguiti durante gli anni universitari siano più che sufficienti per entrare a testa alta nel mondo del lavoro. In realtà però non è sempre così. Ci sono ovviamente delle università al passo con i tempi che corrono che offrono agli studenti i migliori strumenti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang=""><span>Molte persone credono che i corsi sui linguaggi di programmazione seguiti durante gli anni universitari siano più che sufficienti per entrare a testa alta nel mondo del lavoro. In realtà però non è sempre così. Ci sono ovviamente delle università al passo con i tempi che corrono che offrono agli studenti i migliori strumenti e anche la possibilità di accedere a tute le certificazioni del caso. Ci sono però anche in Italia delle università che ancora non sono riuscite a diventare davvero moderne ed innovative e che offrono dei corsi sui linguaggi di programmazione davvero molto basilari, corsi cioè che offrono un&#8217;infarinatura della sintassi e del funzionamento di questi linguaggi senza entrare però nello specifico, senza approfondire tutti quegli aspetti che possono essere invece fondamentali per una carriera nel mondo della programmazione.</span></p>
<p><span>Proprio per questo motivo consigliamo anche a coloro che hanno già affrontato questi temi di frequentare un <a href="http://www.futureservice.it/CorsoDotnet.htm" target="_blank">corso c#</a>. </span><span>Grazie ad un corso di questa tipologia il più importante linguaggio di programmazione orientato agli oggetti può diventare chiaro e semplice e tutti i suoi segreti possono finalmente essere svelati. Un buon corso C# ovviamente non prende in considerazione solo ed esclusivamente questo linguaggio, prende in considerazione anche il modello <a href="http://asp.net/" target="_blank">asp.net</a> e il javascript ed offre una grande conoscenza anche di Wayfinding, di Urls, di SEO e del controllo sulla qualità. </span></p>
<p lang=""><span>Grazie ad un corso di programmazione in ambiente Microsoft con linguaggio C# sarà possibile allora scoprire come creare siti internet dinamici, come realizzare applicazioni web di ultima generazione, come creare applicazioni mobile oppure addirittura videogiochi, un altro settore quest&#8217;ultimo in grande espansione finalmente anche qui da noi in Italia. </span></p>
<p lang=""><span>Potrete seguire un corso C# così professionale presso la Scuola Vega, una scuola specializzata proprio nella formazione ICT con una sede a Milano e una sede a Brindisi. Ci rendiamo perfettamente conto che queste sedi non sono comode per tutti, ci sono persone infatti che vivono a chilometri e chilometri di distanza. Nessuna paura, la Scuola Vega offre infatti anche un&#8217;eccellente programma di elearning.</span></p>
<p lang=""><span>Non stiamo parlando ovviamene delle classiche lezioni registrate e delle dispense multimediali che molte altre scuole offrono, si tratta in questo caso della possibilità di essere in diretta streaming a lezione insieme a tutti gli altri studenti. Questo nuovo modo di fare formazione a distanza è davvero eccezionale perché offre agli studenti l&#8217;opportunità di sentirsi davvero parte della classe e di poter interagire con il proprio docente come se fosse davvero lì davanti a loro. </span></p>
<p lang=""><span>La Scuola Vega ha un altro punto a suo vantaggio, tutti i corsi di formazione che offre preparano gli studenti all&#8217;esame per la certificazione, in questo modo la vostra professionalità non potrà essere messa in dubbio e il vostro curriculum risplenderà in mezzo alla massa di curriculum che arrivano ogni giorno alle aziende.</span></p>
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		<title>Insegnanti imparate a risparmiare (ed insegnatelo ai vostri allievi)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 03:24:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti gli insegnanti sanno che riuscire a mantenere intatto il proprio stipendio alla fine del mese è davvero molto difficile. Non stiamo parlando solo dei soldi necessari per la vita quotidiana, ma anche di tutti quei soldi che devono necessariamente essere spesi per riuscire ad informarsi, ad essere degli insegnanti sempre sulla cresta dell&#8217;onda, ad [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang="">Tutti gli insegnanti sanno che riuscire a mantenere intatto il proprio stipendio alla fine del mese è davvero molto difficile. Non stiamo parlando solo dei soldi necessari per la vita quotidiana, ma anche di tutti quei soldi che devono necessariamente essere spesi per riuscire ad informarsi, ad essere degli insegnanti sempre sulla cresta dell&#8217;onda, ad avere insomma una carriera migliore.</p>
<p lang="">Gli insegnanti devono ogni mese acquistare mille diversi libri per tenersi sempre aggiornati, devono abbonarsi alle riviste di settore per sapere le ultime novità delle materie che insegnano. Gli insegnanti devono essere in possesso degli strumenti tecnologici di ultima generazione in modo da poter essere sempre connessi ad internet per potersi aggiornare, per lavorare da ogni luogo, per poter rispondere alle mail di tutti gli studenti. Sì, gli insegnanti devono sopportare il peso di moltissime spese che vanno a rendere il loro stipendio senza dubbio meno potente di un tempo.</p>
<p lang="">Insegnanti, correte ai ripari! È arrivato il momento di imparare allora a risparmiare, è arrivato il momento di comprendere che ci sono molti negozi che possono darci una mano per spendere pochissimi soldi per tutti questi accessori di cui abbiamo bisogno. Prendete ad esempio il bellissimo negozio di elettronica <a href="http://www.promoqui.it/negozi/euronics/" target="_blank">Euronics</a>, qui non potete forse trovare infatti libri, tablet, smartphone, computer e molto altro ancora? Qui non potete forse scovare tutto ciò di cui avete bisogno per rendere la vostra carriera semplicemente formidabile? Grazie a questi negozi potete risparmiare davvero molto perché hanno uno smercio intenso e quindi possono permettersi di abbassare i loro prezzi rispetto ad altri canali distributivi ma anche perché offrono periodicamente numerose offerte con prezzi davvero da saldo.</p>
<p lang="">Le offerte Euronics e di tutti gli altri simili negozi di elettronica come <a href="http://www.promoqui.it/negozi/mediaworld/" target="_blank">Mediaworld</a> oppure Expert le potete trovare sui classici volantini cartacei che vi vengono consegnati nella cassetta della posta o che potete trovare direttamente presso i punti vendita, volantini che non sono però molto comodi e funzionali a dire la verità. Dobbiamo infatti ammettere che spesso ci ritroviamo a doverli buttare via perché a causa della pioggia si sono bagnati e sono diventati illeggibili, che c&#8217;è sempre qualcuno nel palazzo che ci ruba la nostra copia e che qualche volta non ci vengono consegnati affatto. E noi così ci perdiamo tutte le offerte migliori.</p>
<p lang="">Insegnanti, niente paura. Da oggi potete consultare tutti i volantini direttamente online sulla nuova piattaforma Promoqui che vi offre la possibilità di essere sempre sulla cresta dell&#8217;onda e sempre aggiornati sui migliori prezzi disponibili in città. E ricordate di consigliare anche i vostri alunni verso i prezzi migliori, verso l&#8217;utilizzo di Promoqui quindi e di tutte le migliori offerte disponibili in città, potrete così insegnare loro il valore dei soldi e l&#8217;importanza di iniziare da subito a risparmiare per un futuro più roseo per tutti.</p>
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		<title>Scuola: card. Bagnasco, basta tagli. Insegnanti scoraggiati e disillusi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 18:00:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bagnasco]]></category>
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		<description><![CDATA[ASCA) &#8211; Roma, 3 mag &#8211; &#8221;Lo smarrimento avvertito dalla scuola e&#8217; causato anche dall&#8217;insufficiente sostegno delle istituzioni, come mostrano non da ultimo i tagli al personale e ai fondi stanziati per le attivita&#8217; e la strumentazione&#8221;. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, aprendo oggi a Roma i lavori del laboratorio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ASCA) &#8211; Roma, 3 mag &#8211; &#8221;Lo smarrimento avvertito dalla scuola e&#8217; causato anche dall&#8217;insufficiente sostegno delle istituzioni, come mostrano non da ultimo i tagli al personale e ai fondi stanziati per le attivita&#8217; e la strumentazione&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, aprendo oggi a Roma i lavori del laboratorio nazionale &#8216;La Chiesa per la scuola&#8217;, prima tappa di un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche della scuola (statale e paritaria) e della formazione professionale, promosso dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana.</p>
<p>&#8221;Da qui &#8211; ha aggiunto il card. Bagnasco &#8211; il disagio vissuto da tanta parte degli insegnanti, spesso scoraggiati e disillusi perche&#8217; scarsamente valorizzati e non pienamente riconosciuti nel loro importante e delicato compito formativo&#8221;.</p>
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		<title>Rovereto, intossicati 30 bambini e insegnanti</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 17:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROVERETO. Ambulanze e forze dell’ordine sono intervenute poco fa all’interno dell’istituto scolastico Arcivescovile, in corso Bettini, per una intossicazione alimentare che ha colpito una trentina di persone, fra alunni e insegnanti. Sulle cause dell’intossicazione sono in corso accertamenti. I primi sintomi sono stati accusati dopo la ricreazione, a base di frutta fresca. Dalle prime informazioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> ROVERETO. Ambulanze e forze dell’ordine sono intervenute poco fa all’interno dell’istituto scolastico Arcivescovile, in corso Bettini, per una intossicazione alimentare che ha colpito una trentina di persone, fra alunni e insegnanti. Sulle cause dell’intossicazione sono in corso accertamenti. I primi sintomi sono stati accusati dopo la ricreazione, a base di frutta fresca. Dalle prime informazioni fornite dai sanitari di Trentino emergenza 118 l’intossicazione sarebbe lieve. Sono in corso accertamenti clinici più approfonditi negli ospedali di Rovereto e di Trento.</p>
<p>Pomodori mangiati allo spuntino delle 10 sono sotto esame per cercare gli agenti intossicanti che hanno causato sintomi oggi in 27 tra alunni e insegnanti di una scuola elementare di Rovereto. Lo rendono noto i carabinieri di Rovereto, intervenuti sul posto coi colleghi del Nas. Saranno gli accertamenti di laboratorio a stabilire con esattezza che cosa abbia causato i sintomi gastrointestinali e gli esiti verranno riferiti alla Procura di Rovereto.<br />
03 maggio 2013</p>
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		<title>&#8216;CONCORSONE&#8217; PER DIVENTARE INSEGNANTI,</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bocciati due prof su tre. Peraltro senza appello. Poco più del 30% dei candidati che ieri si sono sottoposti alla prima prova scritta del concorsone della scuola è riuscito a raggiungere la sufficienza: per passare il turno, infatti, è necessario rispondere correttamente ad almeno 35 domande su 50, nei 50 minuti a disposizione. Un’ecatombe, dai [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Bocciati due prof su tre. Peraltro senza appello. Poco più del 30% dei candidati che ieri si sono sottoposti alla prima prova scritta del concorsone della scuola è riuscito a raggiungere la sufficienza: per passare il turno, infatti, è necessario rispondere correttamente ad almeno 35 domande su 50, nei 50 minuti a disposizione. Un’ecatombe, dai numeri impressionanti: 320mila iscritti per 11.542 cattedre. Ieri i primi 4 turni, oggi la seconda giornata. Dei 172.248 candidati previsti ne sono stati ammessi 45.787, appena il 33,6%, con un divario tra Nord e Sud che fa da spartiacque: Toscana, Piemonte, Liguria e Lombardia hanno superato infatti la soglia del 40% di promossi mentre il Molise ha superato di poco il 12%, Basilicata, Calabria e Sardegna il 20%.<br />
«Il gap nelle regioni del nord e del sud &#8211; ha spiegato Giovanni Biondi, capo dipartimento del Miur &#8211; dipende dalla preparazione dei candidati». I due terzi degli aspiranti docenti non proviene dalle graduatorie e in molti casi non ha neanche mai insegnato. L&#8217;età media è di 38,4 anni e la stragrande maggioranza è di sesso femminile, ben 258.476 donne a fronte dei 62.734 uomini. Oggi va in scena la seconda giornata di preselezioni ma tra i sindacati c&#8217;è già chi è pronto a dare battaglia: il coordinamento dei precari ha bocciato le domande dei test come inadeguate e banali mentre l&#8217;Anief, che si è battuto contro le modalità di accesso al concorso, è pronto a verificare eventuali irregolarità. Ma il ministro Profumo ha espresso soddisfazione: «Tutto regolare, quando il personale della scuola viene adeguatamente motivato la risposta è eccezionale». Dà battaglia Famiglia Cristiana: «Era meglio una lotteria. Non conta la preparazione, ma solo una mente allenata a quiz all&#8217;anglosassone».</p>
<p>I NUMERI DEL PRIMO TURNO Il ministero dell&#8217;Istruzione ha fornito tutti i numeri del primo turno del concorso per i docenti della scuola. Ecco i dati sui candidati, partecipanti e ammessi suddivisi per regione.</p>
<p>REGIONE CANDIDATI AMMESSI PARTECIPANTI AMMESSI:<br />
ABRUZZO 1.027 214 61,1% 34,1%<br />
BASILICATA 339 53 73,7% 21,2%<br />
CALABRIA 2.236 369 76,7% 21,6%<br />
CAMPANIA 7.302 1.409 72,1% 26,8%<br />
EMILIA ROMAGNA 2.570 772 76,8% 39,2%<br />
FRIULI-V.GIULIA 552 162 82,1% 35,8%<br />
LAZIO 4.181 1.147 72,3% 38,2%<br />
LIGURIA 1.048 355 82,3% 41,2%<br />
LOMBARDIA 5.112 1.474 71,5% 40,4%<br />
MARCHE 769 214 71,0% 39,2%<br />
MOLISE 160 12 60,6% 12,4%<br />
PIEMONTE 2.686 952 81,7% 43,4%<br />
PUGLIA 3.380 805 73,7% 32,3%<br />
SARDEGNA 975 159 61,0% 26,7%<br />
SICILIA 5.940 1.258 78,3% 27,1%<br />
TOSCANA 2.838 1.004 77,6% 45,7%<br />
UMBRIA 390 80 76,2% 26,9%<br />
VENETO 2.145 653 77,9% 39,1%.<br />
Totale 43.650 11.092 74,6% 34,1%. </p>
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		<title>L&#8217;assalto degli insegnanti alla sfida dei test</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/12/lassalto-degli-insegnanti-alla-sfida-dei-test/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:11:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«E’ un quiz, non si può giudicare un insegnante con questo metodo: 50 domande in 50 minuti. Si passa dai proverbi alle equazioni. Un test uguale per tutti, senza suddivisione per area tematica di insegnamento né per scuola». E’ l’opinione critica di tanti insegnanti all’ingresso del test. Ma tant’è. Questo è stato deciso per scremare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«E’ un quiz, non si può giudicare un insegnante con questo metodo: 50 domande in 50 minuti. Si passa dai proverbi alle equazioni. Un test uguale per tutti, senza suddivisione per area tematica di insegnamento né per scuola». E’ l’opinione critica di tanti insegnanti all’ingresso del test. Ma tant’è. Questo è stato deciso per scremare il numero degli insegnanti che ambiscono al ruolo. Ad Empoli i test sono stati fatti al liceo Pontormo, al Fermi e alle scuole medie Busoni. Erano attese 356 insegnanti (altrettanti oggi), ma in tanti non si sono presentati. Qualcuno ha cominciato da poco passando da una supplenza all’altra. Altri, invece, conoscono il meccanismo degli incarichi a tempo da decenni. Niente fogli e documenti da compilare, si faceva e si farà tutto al computer nei laboratori di informatica delle tre scuole. Non si sono verificati problemi particolari nella trasmissione dei dati.</p>
<p>Il risultato viene comunicato subito dopo aver finito il test: in pochi minuti si conosce se si rimane in corsa per il ruolo o se si dovrà rinunciare. L’esperienza maturata ha poco peso. La percentuale degli ammessi è al di sotto del 50%: «Non era difficilissimo — spiegano due bocciati — ma il test richiedeva competenze che quando abbiamo cominciato ad insegnare non erano obbligatorie». «Bisognava fare più di 35 punti. La tensione era tanta», affermano all’uscita Samira e Francesca. Le prove si sono svolte su quattro turni, due al mattino e due al pomeriggio: «Sì, sono passata — racconta Elisa Petrocelli —. Ora aspetterò le prove scritte, le date verranno comunicate il 15 gennaio. Non è il modo di giudicare un’insegnate, ma è andata bene». Il metodo ha scontentato un po’ tutti: «Le capacità pedagogiche non rientrano in questo test — afferma Benedetta Rigoli —, è questione anche di fortuna. Non sono passata per pochissimo. Adesso, continuerò a lavorare con gli incarichi annuali. Sarà per la prossima occasione&#8230;».</p>
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		<title>Sto dalla parte degli insegnanti bocciati al concorsone</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:08:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A dare conto ai risultati dei quiz, ben 2 su 3 degli oltre 320.000 candidati per 11.542 posti da insegnante, non erano idonei all’incarico per il quale concorrevano, non avendo neppure ottenuto il punteggio minimo di accesso per sostenere la prova successiva. Insomma, i test, secondo chi li ha voluti e li ha pensati, hanno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A dare conto ai risultati dei quiz, ben 2 su 3 degli oltre 320.000 candidati per 11.542 posti da insegnante, non erano idonei all’incarico per il quale concorrevano, non avendo neppure ottenuto il punteggio minimo di accesso per sostenere la prova successiva. Insomma, i test, secondo chi li ha voluti e li ha pensati, hanno evitato che la nostra scuola venisse invasa da un esercito di ignoranti o, nella migliore delle ipotesi, impreparati a formare le future generazioni.</p>
<p>Sempre secondo i dati e le logiche ministeriali, la quantità di ignoranza addirittura tracima in Sicilia, dove i bocciati sono addirittura 3 su 4, a fronte di 20.000 partecipanti per soli 1.194 posti. Meno di 5 mila gli idonei e pochissimi tra questi con voti alti, a testimoniare che anche chi è stato promosso non ha particolarmente brillato.</p>
<p>Fin qui l’esito matematico delle prove. Naturalmente l’occasione era troppo ghiotta, ed i numeri troppo eclatanti per sfuggire alla voglia di approfondimento dei giornali; ed allora ecco pronte due simulazioni differenti: da un lato un giornalista infiltrato esperto di enigmistica, dall’altro uno dei dieci studenti universitari più intelligenti d’Italia. Ebbene il primo supera agevolmente il test, il secondo non ottiene nemmeno il punteggio minimo.</p>
<p>In questo breve confronto c’è tutto il limite dei test concepiti dai vertici del ministero ed avallati da esperti che forse troppo esperti non sono alla luce dei fatti; si è trattato di una sequela infinita di quiz che con la scuola c’entravano poco e niente, molto più simili alla prova finale degli “Scommettiamo” di Bongiorniana memoria piuttosto che ai parameri valutativi oggettivi, se mai ne esistono, che possano distinguere un buon e capace formatore da uno in potenza meno bravo ed efficace. Insomma, anni ed anni di studio, in alcuni casi anni di esperienza già acquisita, da precari, nell’insegnamento, venivano sacrificati sull’altare di una lotteria nella quale la fortuna, le capacità meramente mnemoniche e la frequentazione con la “Settimana Enigmistica”contavano più del sapere dell’inclinazione naturale, della predisposizione ad interpretare il delicato ruolo di insegnante.</p>
<p>Stavolta, permettetemelo, sto decisamene dalla parte degli esclusi,dalla parte di quanti magari non sanno cos’è un carter ma magari per anni sono andati ogni mattina, estate ed inverno, a decine di kilometri di distanza da casa, per insegnare in una sperduta scuola di campagna o in un istituto privato senza manco esser pagati, pur di potere, un giorno, diventare insegnanti. Per capirci, sto dalla parte di quelli che pur non conoscendo il significato di un termine scientifico o magari non ricordando la capitale del Benin, conoscono il significato di una carezza o di una parola sussurrata al momento giusto all’orecchio di uno studente in difficoltà.</p>
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		<title>Il cervello dietro al concorsone per gli insegnanti</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:07:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Circa 40mila personal computer per oltre 320mila candidati per un totale di dati, solo se contiamo le risposte dei quiz, che supera i 16 milioni. Nonostante questi numeri la gestione tecnica e organizzativa del concorsone per gli insegnanti è andata liscia come l’olio. Non si sono infatti verificati intoppi di rilievo per Cineca, il consorzio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Circa 40mila personal computer per oltre 320mila candidati per un totale di dati, solo se contiamo le risposte dei quiz, che supera i 16 milioni. Nonostante questi numeri la gestione tecnica e organizzativa del concorsone per gli insegnanti è andata liscia come l’olio. Non si sono infatti verificati intoppi di rilievo per Cineca, il consorzio interuniversitario che gestisce per il ministero gli investimenti sul calcolo ad alta prestazione. E soprattutto non c’è stato bisogno dell’aiuto di supercalcolatori o simili. </p>
<p>“Abbiamo utilizzato un server normale che non presenta particolari caratteristiche”, riferisce Marco Lanzarini, direttore del Cineca. “La nostra infrastruttura &#8211; continua &#8211; funziona bene anche con grandi numeri che quasi non ce ne siamo accorti”. Quello che è stato sicuramente più complicato è la progettazione del sistema. “Stiamo parlando di migliaia di personal computer in grado di lavorare in modo autonomo e isolato”, precisa Lanzarini. “Un server centrale &#8211; ci racconta &#8211; ha permesso invece di distribuire il sistema su tutti i pc e di recuperare i dati degli oltre 320mila candidati”. Oltre a raccogliere le risposte dei candidati, il sistema è stato in gradi di fornire, quasi in tempo reale, il punteggio dei singoli questionari. </p>
<p>Ancora più complessa è stata la gestione organizzativa. “L’aspetto tecnologico, che non ha causato problemi, è solo una parte dell’intero lavoro”, spiega Lanzarini: “Per riuscire a garantire un ottimo servizio abbiamo lavorato anche sulla formazione delle persone preposte al controllo durante queste preselezioni. Si è trattato di un lavoro tutt&#8217;altro che banale ma che alla fine mi sembra che è stato svolto egregiamente”.</p>
<p>Di intoppi ce ne sono stati davvero pochi, quasi tutti non riconducibili ad aspetti tecnologici o organizzativi. “C’è stato per esempio chi non è riuscito a inserire il codice fiscale. Praticamente sono state segnalate difficoltà facilmente risolvibili con un po’ di buon senso”, riferisce il direttore del Cineca. Un altro intoppo ha riguardato un candidato che ha sferrato un calcio al pc: “Che gli è stato subito sostituito, peraltro. E certo il test che ha dovuto rifare non è stato più facile di quello interrotto”.</p>
<p>Non meno importante è stato il contributo del simulatore dei test reso disponibile online dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Aver messo a disposizione dei candidati &#8211; spiega il direttore del Cineca &#8211; un simulatore per circa 20 giorni ha permesso di famigliarizzare con il sistema. Direi che anche sotto questo aspetto è stato fatto davvero un buon lavoro”.</p>
<p>Per il futuro non ci dovrebbero essere problemi nel replicare le stesse performance . “Anche se già questa volta, il numero dei candidati è stato alto, non credo che potranno esserci problemi con l’utilizzo dello stesso sistema anche per futuri concorsi con una più elevata partecipazione. Il sistema infatti è scalabile e può operare anche su numeri più grandi”. </p>
<p>Inoltre, il Cineca ha da poco inaugurato un calcolatore di estrema potenza, il Fermi, ottavo al mondo per prestazioni: “Ma non è stato necessario utilizzarlo, è bastato un server di medie dimensioni”, conclude Lanzarini.</p>
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		<title>Aspiranti insegnanti, per il Miur i più bravi sono stati i più giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[concorso insegnante]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministero dell’Istruzione ha reso noto alcuni dati sugli ammessi, oltre il 30%, e i grafici indicano una migliore performance nei test dei più giovani: i tassi di successo si rivelano inversamente proporzionali all`età dei candidati. In particolare i più bravi sono stati i candidati con un`età tra 25 e 26 anni e quelli con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministero dell’Istruzione ha reso noto alcuni dati sugli ammessi, oltre il 30%, e i grafici indicano una migliore performance nei test dei più giovani: i tassi di successo si rivelano inversamente proporzionali all`età dei candidati. In particolare i più bravi sono stati i candidati con un`età tra 25 e 26 anni e quelli con un`età compresa tra i 35 e 37 anni.<br />
INTANTO IL CODACONS ANNUNCIA UN RICORSO</p>
<p>I docenti precari che stanno sostenendo il concorsone indetto dal Ministero dell`Istruzione devono essere retribuiti per i giorni di assenza dal lavoro necessari allo svolgimento delle prove. Lo afferma il Codacons, che spiega: l`articolo 13 del c.c.n.l. del 16 maggio 2001, relativo al comparto ministeri, prevede la fruibilità di permessi retribuiti per motivi di studio, nella misura di 150 ore, da parte dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.</p>
<p>“Poiché ciò non esclude assolutamente che i medesimi permessi possano e debbano essere concessi a dipendenti assunti a tempo determinato – spiega il Codacons – abbiamo presentato una diffida al Ministero dell`istruzione, affinché entro trenta giorni sia disposto il legittimo pagamento nei confronti di coloro che si sono assentati dal posto di lavoro per partecipare in questi giorni alle prove del concorsone scuola”.</p>
<p>A livello comunitario, infatti, il principio di non discriminazione è previsto come pure i permessi retribuiti per motivi di studio, e la Costituzione Italiana riconosce i diritti fondamentali della persona.</p>
<p>“Senza contare che, la mancata remunerazione dei giorni di assenza, comporterebbe una minore spesa per il Ministero pari a circa 4,3 milioni di euro, cifra che potrebbe addirittura configurare una forma di appropriazione indebita”.</p>
<p>Per ottenere il pagamento in favore dei precari il Codacons ha inoltrato oggi una diffida contro il Miur, inviata anche alla Procura della Repubblica di Roma.</p>
<p>Si sta infatti concludendo – “in modo del tutto regolare” – sottolinea il Miur – la seconda giornata dei test preselettivi del concorso della scuola iniziata, come da programma, alle ore 9. In attesa della conclusione della quarta ed ultima sessione, al termine della quale sarà possibile stilare un bilancio conclusivo di questi due giorni, il ministero ha reso noto alcuni dati pervenuti dalle sedi di concorso.</p>
<p>Tra i più rilevanti, quelli riguardo all`età degli ammessi, più bassa rispetto all`età media dell`intera platea dei candidati ai test preselettivi (38,4 anni)</p>
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		<title>Insegnanti sul piede di guerra Stop a gite, laboratori e corsi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corsi]]></category>
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		<description><![CDATA[Aule come scatole di sardine, tagli drastici alle ore assegnate agli alunni disabili, tagli pure alle attività di laboratorio e alle attività aggiuntive sostenute dal Fondo d’Istituto, mancato riconoscimento del lavoro “invisibile” degli insegnanti, al di fuori delle diciotto ore svolte in classe. Per tutte queste ragioni, l’assemblea dei docenti dell’Istituto Greggiati di Ostiglia ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Aule come scatole di sardine, tagli drastici alle ore assegnate agli alunni disabili, tagli pure alle attività di laboratorio e alle attività aggiuntive sostenute dal Fondo d’Istituto, mancato riconoscimento del lavoro “invisibile” degli insegnanti, al di fuori delle diciotto ore svolte in classe.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, l’assemblea dei docenti dell’Istituto Greggiati di Ostiglia ha deciso di dare vita ad uno sciopero delle attività integrative curricolari ed extracurricolari, comprese le gite, a partire da gennaio.</p>
<p>«Gli insegnanti &#8211; scrivono in un comunicato &#8211; sono fortemente indignati ed esasperati per il discredito che è stato costruito in questi ultimi anni intorno alla loro figura e al loro ruolo. Sono preoccupati per la politica miope e scriteriata operata nei confronti degli alunni, delle famiglie e dei lavoratori della scuola».</p>
<p>A fronte di tutto questo, gli insegnanti del Greggiati hanno deciso a partire da gennaio di non attivare le seguenti iniziative già deliberate e presenti nel Piano di offerta formativa, che comportano un impegno aggiuntivo dei docenti rispetto al loro orario di servizio obbligatorio: corsi di recupero e sportelli didattici, viaggi d’istruzione, partecipazione a concorsi e gare banditi dall’amministrazione scolastica, banchetti, buffet e attività speciali, attività per la Giornata della memoria, attività per la promozione dell’intercultura, potenziamento linguistico, progetti “Wanted” e “Open horizon” per potenziare l’inglese, progetto autonomia, progetto cittadinanza e costituzione, gruppo sportivo, laboratorio teatrale (musical).</p>
<p>Queste attività resteranno sospese fin quando i docenti non riterranno di riunirsi per decidere altrimenti.</p>
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		<title>L&#8217;importanza delle lingue nella formazione degli studenti.</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/12/limportanza-delle-lingue-nella-formazione-degli-studenti/</link>
		<comments>http://www.insegnanti.org/2012/12/limportanza-delle-lingue-nella-formazione-degli-studenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 04:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa l&#8217;insegnamento delle lingue veniva associato, dagli studenti, a noia e ripetitività. Chi non si ricorda quelle interminabili ore di lezioni passate magari a declinare un verbo o a fare tutti insieme delle noiosissime letture di incomprensibili lingue? Oggi l&#8217;approccio con le lingue è totalmente cambiato. Innanzitutto è cambiato proprio l&#8217;approccio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
		Fino a qualche anno fa l&#8217;insegnamento delle lingue veniva associato,<br />
		dagli studenti, a noia e ripetitività. Chi non si ricorda quelle<br />
		interminabili ore di lezioni passate magari a declinare un verbo o a<br />
		fare tutti insieme delle noiosissime letture di incomprensibili lingue?<br />
		Oggi l&#8217;approccio con le lingue è totalmente cambiato. Innanzitutto è<br />
		cambiato proprio l&#8217;approccio dei ragazzi con le lingue e in particolar<br />
		modo la lingua principe per la comunicazione della società moderna:<br />
		l&#8217;inglese. Oggi non solo le passioni dei giovani sono legate a doppio<br />
		filo a questa lingua (basti pensare alla musica, con il largo seguito<br />
		che le giovani star hanno in tutto il mondo) ma anche lo sviluppo della<br />
		tecnologia e in particolare della rete che ha permesso di fruire della<br />
		comunicazione istantanea con tutto il mondo. Oggi i ragazzi si possono<br />
		confrontare con coetanei di tutto il mondo, conoscere altri modi di<br />
		vivere, di fruire delle mode di altri paesi, fare nuove conoscenze e far<br />
		sbocciare magari amori a distanza. Quindi a questo punto la conoscenza<br />
		della lingua diventa uno stimolo e non un peso.</div>
<div>
		<br />
&nbsp;</div>
<div>
		Sono i ragazzi stessi a chiedere ai genitori di fare delle<br />
		<a target="_blank" href="http://www.esl.ch/it/">vacanze studio all<br />
		estero</a> avendo chiaro il fatto che una lingua si può imparare bene<br />
		solo in questo modo. Le lezioni in classe, le lezioni private nelle<br />
		tante scuole nate come funghi in tutte le città non bastano. Serve<br />
		proprio il soggiorno per un periodo (anche breve) in un luogo dove siamo<br />
		&quot;obbligati&quot; a sforzarci a parlare la lingua che inizialmente ci può<br />
		risultare ostica; a buttarci e a provare finalmente ad usare uno slang<br />
		di pronuncia che qui in Italia ci suona un po&#8217; &quot;ridicolo&quot;.</div>
<div>
		<br />
&nbsp;</div>
<div>
		Quali sono le mete preferite dagli studenti per fare un soggiorno<br />
		linguistico all&#8217;estero? Una volta si sarebbe subito detto l&#8217;Inghilterra.<br />
		Il luogo per eccellenza di soggiorno era la famiglia inglese con i suoi<br />
		usi e costumi. I ragazzi rientravano raccontando di queste famiglie, dai<br />
		modi cortesi ma formali, con queste mitiche colazioni inglesi molto<br />
		abbondati e soprattutto comprendenti cose a noi sconosciute come il<br />
		salato.</div>
<div>
		<br />
&nbsp;</div>
<div>
		Insomma il soggiorno magari era fattivo nella conoscenza della lingua ma<br />
		noioso in questo &quot;stare in famiglia&quot;. In seguito a questo negli anni<br />
		sono nate tantissime scuole che si occupano di colmare questa lacuna. La<br />
		lacuna era la richiesta dei ragazzi di socializzare ancor più oltre agli<br />
		orari di studio: stare insieme e divertirsi. Queste scuole operano<br />
		oramai in tutti i luoghi del mondo avendo delle sedi decentrate.&nbsp;</div>
<div>
		<br />
&nbsp;</div>
<div>
		Quindi largo alle vacanze studio in Irlanda, nella mediterranea Malta e<br />
		nella solare (nonostante ,la grave crisi che l&#8217;ha colpita negli ultimi<br />
		anni) Spagna. Questa ultima è la meta ultimamente gettonata dai ragazzi,<br />
		probabilmente dopo l&#8217;uscita del celebre film &quot;L&#8217;appartamento spagnolo&quot;<br />
		che parlava di ragazzi e studio nelle fantastiche atmosfere spagnole.<br />
		Insomma le<br />
		<a href="http://www.esl.ch/it/adulti/scuola-di-lingue/spagnolo/index.htm"><br />
		vacanze studio spagna</a> sono negli ultimi tempi il sogno degli<br />
		studenti di tutto il mondo; infatti queste scuole conciliano le<br />
		sicurezze che i genitori vogliono inviando all&#8217;estero i propri figli e<br />
		la lecita richiesta di svago e divertimento dei ragazzi.</div>
</div>
<p>Quali sono le mete preferite dagli studenti per fare un soggiorno linguistico all&#8217;estero? Una volta si sarebbe subito detto l&#8217;Inghilterra. Il luogo per eccellenza di soggiorno era la famiglia inglese con i suoi usi e costumi. I ragazzi rientravano raccontando di queste famiglie, dai modi cortesi ma formali, con queste mitiche colazioni inglesi molto abbondati e soprattutto comprendenti cose a noi sconosciute come il salato.</p>
<p>Insomma il soggiorno magari era fattivo nella conoscenza della lingua ma noioso in questo &#8220;stare in famiglia&#8221;. In seguito a questo negli anni sono nate tantissime scuole che si occupano di colmare questa lacuna. La lacuna era la richiesta dei ragazzi di socializzare ancor più oltre agli orari di studio: stare insieme e divertirsi. Queste scuole operano oramai in tutti i luoghi del mondo avendo delle sedi decentrate. </p>
<p>Quindi largo alle vacanze studio in Irlanda, nella mediterranea Malta e nella solare (nonostante ,la grave crisi che l&#8217;ha colpita negli ultimi anni) Spagna. Questa ultima è la meta ultimamente gettonata dai ragazzi, probabilmente dopo l&#8217;uscita del celebre film &#8220;L&#8217;appartamento spagnolo&#8221; che parlava di ragazzi e studio nelle fantastiche atmosfere spagnole. Insomma le vacanze studio spagna sono negli ultimi tempi il sogno degli studenti di tutto il mondo; infatti queste scuole conciliano le sicurezze che i genitori vogliono inviando all&#8217;estero i propri figli e la lecita richiesta di svago e divertimento dei ragazzi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scuola &#8211; I docenti scrivono al ministro Profumo</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/12/scuola-i-docenti-scrivono-al-ministro-profumo/</link>
		<comments>http://www.insegnanti.org/2012/12/scuola-i-docenti-scrivono-al-ministro-profumo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 00:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Brindisi &#8211; Docenti e insegnanti delle scuole della provincia di Brindisi scrivono una lettera al minisstro dell&#8217;IStruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, per esprimere il disagio della scuola italiana e della Puglia in particolare: &#8220;Un anno fa, alla Sua designazione a membro del Governo Monti, molti di noi insegnanti hanno gioito. Finalmente, si commentava, un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Brindisi &#8211; Docenti e insegnanti delle scuole della provincia di Brindisi scrivono una lettera al minisstro dell&#8217;IStruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, per esprimere il disagio della scuola italiana e della Puglia in particolare: &#8220;Un anno fa, alla Sua designazione a membro del Governo Monti, molti di noi insegnanti hanno gioito. Finalmente, si commentava, un uomo di cultura che certamente avrebbe compreso il disagio e le difficoltà che, da tempo, tormentano la scuola italiana. Era, cioè, il ‘tecnico’ illuminato che, in un Governo di Professori, avrebbe ridato dignità alla categoria degli insegnanti, ridefinendone il ruolo professionale e sociale. A distanza di un anno, nessuno di noi vive più felicemente di prima, anzi. E&#8217;, forse, colpa della crisi economica e qualcuno deve pagare, ci siamo detti. Abbiamo così chinato il capo e accettato, con rassegnazione, ogni manovra finanziaria del Governo Tecnico.<br />
E&#8217; risaputo che la categoria degli Insegnanti è poco combattiva e con bassa autostima: conseguentemente, quando bisogna risparmiare, diviene facile bersaglio. Anche i più quieti, però, a volte, possono alzare la testa e dire basta!<br />
Sicuramente, signor Ministro, è a conoscenza del nostro stupore all’inaspettata notizia mattutina di un aumento delle ore settimanali d’insegnamento da diciotto a ventiquattro. Da non credere, perché quelle diciotto ore assorbono energie e tolgono lucidità a qualsiasi insegnante che lavora con amore e altruismo. Se la nostra professionalità deve essere distillata per i meno bravi e dilatata per gli eccellenti, se la nostra sensibilità deve guidare a non considerare nessuno ‘ultimo’ ma semmai unico, se questa, in definitiva, è l&#8217;essenza del nostro lavoro, allora provi Lei, signor Ministro, a lavorare in una scuola per più di diciotto ore settimanali.<br />
Per fortuna, quella malsana idea è rientrata, ma in molti temono che, prima o poi, altri la riprendano: è troppo allettante l’idea di un risparmio facile a danno di una categoria fragile, troppo qualunquistica la reputazione che rende gli insegnanti dei lavoratori con scarso impegno e con troppe vacanze. Per le esigenze di mercato, purtroppo, il sacrificio lo si pone a carico degli insegnanti che devono, ovviamente, (cor)rispondere per non essere tacciati di tanti vizi e di poche virtù.<br />
Paradossalmente, il Presidente del Consiglio ha provveduto, di persona, a dimostrare quanto i nostri timori siano fondati. Ospite di Fazio nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, alla domanda circa il rapporto turbolento tra Governo ed Insegnanti, ha affermato di aver trovato in alcune sfere del personale della scuola grande spirito conservatore, grande indisponibilità a fare 2 ore (ma non erano sei?) in più settimanali. E ancora dopo ha affermato che i corporativismi spesso usano anche i giovani per perpetuarsi, per non adeguarsi ad un mondo più moderno. Per Monti strumentalizziamo, per Berlusconi inculcavamo. Ad entrambi un ringraziamento per la stima.<br />
Il presidente Mario Monti, in assenza di contraddittorio, ha, pertanto, liquidato la questione con una ‘battuta’. Di contro, gli insegnanti della scuola pubblica avrebbero tanto da dire e da chiedere se fosse data loro pari opportunità.<br />
Lo stesso presidente Monti ha indicato Lei, signor Ministro, quale “miglior Rettore d&#8217;Italia”. Sia consentita questa volta, una semplice considerazione: essere il miglior Rettore d&#8217;Italia non comporta, necessariamente, essere un buon Ministro…<br />
Lei non nel momento in cui le Sue scelte sono finalizzate soltanto a dannose sforbiciate e a nient’altro. Sforbiciate che non toccano la scuola privata, la quale viene finanziata con un contributo aggiuntivo di 223 milioni di euro.<br />
A suo dire, questo tipo di scuola fa risparmiare fior di quattrini allo Stato (quindi va anche premiata con l’esenzione dal pagamento dell’IMU!). Questo è un un assurdo.<br />
Cosa dire, poi, della suggestiva ed eccitante contraddizione tra la volontà di reclutare docenti giovani e preparati tramite concorso (contestato appena bandito) e la contestuale restrizione delle cattedre?<br />
Questo modo di operare, poco rispettoso della vita degli altri, non è altro che uno dei connotati della politica italiana alla quale pensavamo che Lei non avrebbe prestato il fianco.<br />
Signor Ministro visiti le scuole (tutte, da nord a sud), incontri i Dirigenti, i Docenti, i Collaboratori scolastici: chieda del loro duro lavoro quotidiano; del bisogno, sulle cattedre, di disinteressata passione; della corale istanza, da parte di genitori e alunni, di professionalità e responsabilità; del raggiungimento di concreti risultati.<br />
Soltanto così, potrebbe ingegnarsi &#8211; come da Lei stesso auspicato &#8211; per una Scuola di qualità che garantisca ai nostri ragazzi un livello di preparazione tale da competere con i coetanei di tutta Europa.<br />
Per essere, quindi, all’altezza dell’Europa, si dovrebbe lavorare di più? Perché non si lavora già abbastanza?<br />
Rimugina anche lei sulle “troppe vacanze” e sulla ‘lauta’ retribuzione rispetto a quello che produciamo?<br />
La scuola italiana, e Brindisi non costituisce un’eccezione, semmai la presenza di alcune realtà particolarmente virtuose lo confermano, è affidata solo al lavoro degli insegnanti che spesso non è solo quello dell’insegnante.<br />
Tutti, infatti, sanno bene come la scuola sia la cartina di tornasole di tanti, troppi problemi sociali e di come gli insegnanti siano lasciati soli nell’ affrontarli.<br />
Nonostante gli stipendi miserabili, molti insegnanti, per una maggiore personale formazione, viaggiano per l’Europa confrontandosi con colleghi francesi, sloveni, tedeschi, austriaci, danesi, etc..<br />
A fronte di tali esperienze, Le assicuriamo, sig. Ministro, che la questione ‘scuola straniera’, se affrontata nel verso giusto, andrebbe a discapito di quella italiana in quanto, altrove, gli insegnanti sono ben retribuiti perché meglio considerati e, per di più, operano in scuole attrezzate, concepite per la ricezione della musica, dell’arte, della cultura in generale… scuole che godono di spazi e luoghi ricreativi, di palestre, di verde e di mense; di aule con annesse biblioteche e di laboratori per il lavoro individuale dei docenti.<br />
Tanto perché quei Governi credono nella scuola e nei giovani per cui i relativi costi non sono intesi come spesa, ma come come utile, vantaggioso investimento.<br />
Al contrario, in Italia, i vari Governi avvicendatisi nel tempo, si son occupati di ben altro riservando alla Scuola il piacere d’essere considerata sempre la prima della …classe alla quale chiedere sacrifici per salvare le finanze dello Stato.<br />
Nessun confronto, quindi è possibile, con altre Scuole europee. Se, poi, si vuole, per forza, sostenere un paragone, facciamolo, ma onestamente, non in un’occasione meschina come quella di dover racimolare un po’ di soldi.<br />
Ancora, signor Ministro. Lei punta molto sull’introduzione delle tecnologie come strumento indispensabile per raggiungere una più avanzata preparazione.<br />
In tal senso il Suo Ministero si muove, come, del resto, già, sciaguratamente, si adoperava al tempo della Gelmini. Siamo convinti che il digitale sia il ‘futuro’ e che, se sfruttato rettamente, possa dare molto. Non è, ad ogni modo, la tecnologia il toccasana della scuola italiana.<br />
Senza una sincera, solidale stima degli insegnanti non ci può essere una scuola che vanti dignità; senza il riconoscimento del ruolo sociale e professionale dell’insegnante la scuola italiana è destinata a ritrovarsi ancora più in basso.<br />
Per questo motivo, affiora il legittimo bisogno di dare maggiore visibilità a tutto il lavoro sommerso effettuandolo nel globale ambiente di lavoro della scuola.<br />
Pensi, sig. Ministro, alla preparazione e alla correzione dei compiti, alla predisposizione della lezione per il giorno dopo, alla pianificazione del lavoro settimanale o mensile, ai ‘collegi’, ai consigli di classe, alle riunioni di dipartimento, ai colloqui con i genitori, allo sportello didattico, ai ‘progetti’ e a molto altro ancora. Aggiunga, ancora, sig. Ministro, l’aggiornamento annuale, ovviamente a spese del Ministero e non a nostro carico, come lo è tuttora.<br />
Ma se tutto questo lavoro dovessimo svolgerlo eslusivamente a scuola, non è possibile non parlare di come dovrebbe essere l’ambiente di lavoro. Sono da prevedere spazi adeguati e postazioni informatiche per ogni insegnante, luoghi freschi d&#8217;estate e caldi d&#8217;inverno e molto altro ancora.<br />
Molto cambierebbe a cominciare dallo stipendio. Lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore in Italia dopo quindici anni di insegnamento è di 27.500 euro lordi annui. Un insegnante tedesco, allo stesso livello di carriera, guadagna 45.000 euro all&#8217;anno<br />
Non faccia quindi paragoni con i nostri colleghi europei, non Le conviene, sotto nessun punto di vista.<br />
E’ tutto. Meglio, per sincerità, parte di tutto.<br />
In attesa di una cordiale, positiva risposta da indirizzare all’intera e trepidante categoria degli insegnanti, si porgono distinti saluti unitamente ad un leale augurio di buon lavoro&#8221;.</p>
<p>fonte: http://bari.ogginotizie.it/194348-scuola-i-docenti-scrivono-al-ministro-profumo/</p>
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		<title>Essere felici a scuola: insegnanti contro il bullismo</title>
		<link>http://www.insegnanti.org/2012/12/essere-felici-a-scuola-insegnanti-contro-il-bullismo/</link>
		<comments>http://www.insegnanti.org/2012/12/essere-felici-a-scuola-insegnanti-contro-il-bullismo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 00:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stare bene a scuola grazie al buon rapporto alunno-compagni-insegnante-genitore. I risultati, le testimonianze e le istruzioni nate dal progetto contro il bullismo che ha visto il lavoro molti insegnanti della scuola dell’obbligo sono riassunti nel volume “Essere felici a scuola – 181 insegnanti contro il bullismo” realizzato da Fondazione Sodalitas e a cura di Ugo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stare bene a scuola grazie al buon rapporto alunno-compagni-insegnante-genitore. I risultati, le testimonianze e le istruzioni nate dal progetto contro il bullismo che ha visto il lavoro molti insegnanti della scuola dell’obbligo sono riassunti nel volume “Essere felici a scuola – 181 insegnanti contro il bullismo” realizzato da Fondazione Sodalitas e a cura di Ugo Castellano e Patrizia Rizzotti.</p>
<p>=> LEGGI perché il bullismo online è peggio di quello reale</p>
<p>Un testo di 150 pagine che sintetizza davvero molte risorse, riflessioni e consigli utili alla scuola e alle famiglie per affrontare un problema complesso: oltre ai 181 docenti coinvolti, sono 63 le azioni anti-bullismo ideate, che hanno raggiunto complessivamente 25mila studenti. Laboratori di esperienza, vicende professionali che diventano materia di un manuale.</p>
<p>Spesso il subire atti di bullismo viene nascosto dai ragazzini fino a esplodere in gesti clamorosi, autolesivi, o in depressioni molto gravi a causa della loro fragile psicologia. E se il silenzio è amico del bullismo, è ovvio che il suo peggior nemico è esattamente il contrario. Per questa ragione il libro è importante, perché si basa sulla condivisione di esperienze.</p>
<p>Nel libro si trovano capitoli sulle diverse aree di intervento di questo progetto – partito quattro anni fa – sulla metodologia, le esperienze di successo, e alla fine c’è anche un questionario, tutti i dati completi e approfondimenti con le interviste ai ragazzi.</p>
<p>=> SCOPRI perché il bullismo è femmina</p>
<p>Nel volume emergono soluzioni per tutti i momenti diversi del rapporto alunno-scuola dal punto di vista della lotta contro il bullismo: l’accoglienza al primo anno per ogni grado scolastico; il miglioramento delle relazioni in classe coi ragazzi o nei rapporti di lavoro coi colleghi.</p>
<p>C’è anche il rinforzo e la finalizzazione di progetti esistenti basati su prevenzione del bullismo, prevenzione della caduta e della dispersione scolastica, sostegno alla continuità educativa e didattica al di là dei progetti specifici sugli anni cerniera, cura delle emozioni, cura della capacità espressiva dei ragazzi e della interdisciplinarietà.</p>
<p>Non mancano anche progettazioni con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, genitori, popolazione e indagini di base sulla percezione e sull’importanza delle buone relazioni nell’apprendimento, e nella vita scolastica.</p>
<p>Fonte: Essere felici a scuola</p>
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		<title>Concorsone per insegnanti, talpe al Miur: svelate le tracce su siti pirata</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 00:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – Le soluzioni ai quesiti della preselezione al concorso scuola del 17 e 18 dicembre, in breve arrivano sulla rete. Dovevano restare segrete le risposte ai quiz attitudinali, invece diventano di dominio pubblico, uscendo allo scoperto su siti pirata. Una talpa al ministero? La velocità con cui le tracce sono diventate pubbliche, porterebbe a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – Le soluzioni ai quesiti della preselezione al concorso scuola del 17 e 18 dicembre, in breve arrivano sulla rete. Dovevano restare segrete le risposte ai quiz attitudinali, invece diventano di dominio pubblico, uscendo allo scoperto su siti pirata. Una talpa al ministero? La velocità con cui le tracce sono diventate pubbliche, porterebbe a pensarlo. Un affare non trascurabile, visto che le risposte ai quiz si scaricano a pagamento (sopra: video-servizio, “chi è il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo”, gennaio 2012 da “UniRomaTv“).</p>
<p>Più di 320 mila gli insegnanti iscritti alla selezione. Sul sito del ministero erano stati messi a disposizioni esercizi tipo, per consentire agli aspiranti docenti di fare esperienza con quesiti simili: test logico attitudinali, problemini di matematica, quesiti sulla lingua italiana e altro.</p>
<p>Non sono state pubblicate però le soluzioni alle simulazioni. Per evitare candidati disposti ad imparare a memoria le risposte, pur di guadagnare un posto di lavoro pubblico.</p>
<p>Nonostante il divieto dello stesso ministro Profumo, di mettere in chiaro sul sito ministeriale i risultati dei quiz, questi sono comparsi. Vanificando ogni sforzo. E così addio alla meritocrazia, potrebbe essere avvantaggiato solo chi è disposto a pagare. La<br />
polizia postale è al lavoro per verificare l’ipotesi di una fuga di notizie riservate. Ma per ora mancano i presupposti per l’eventuale oscuramento dei siti.</p>
<p>fonte: http://www.youreporternews.it/2012/concorsone-per-insegnanti-talpe-al-miur-svelate-le-tracce-su-siti-pirata/</p>
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		<title>Crisi: Grecia; scioperano insegnanti delle medie e superiori</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 00:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSAmed) &#8211; ATENE, 5 DIC &#8211; Gli insegnanti delle scuole medie e superiori di tutta la Grecia si asterranno oggi dal lavoro per tre ore, dalle 11:00 alle 14:00 per il turno del mattino e dalle 14:00 alle 17:00 per quello del pomeriggio, in segno di protesta per la mancanza di personale docente negli istituti. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSAmed) &#8211; ATENE, 5 DIC &#8211; Gli insegnanti delle scuole medie e superiori di tutta la Grecia si asterranno oggi dal lavoro per tre ore, dalle 11:00 alle 14:00 per il turno del mattino e dalle 14:00 alle 17:00 per quello del pomeriggio, in segno di protesta per la mancanza di personale docente negli istituti. Secondo l&#8217;Olme, il sindacato del corpo docente, nelle scuole medie e superiori del Paese mancano almeno 2.000 insegnanti. Inoltre l&#8217;Olme ha esortato gli studenti e i loro familiari a prendere parte alle manifestazioni di protesta previste in tutte le grandi citta&#8217; della Grecia, mentre per oggi alle 12:30 il Consiglio Direttivo dell&#8217;Olme ha organizzato una marcia di protesta sino alla sede del Ministero della Pubblica Istruzione ad Atene.(ANSAmed).</p>
<p>fonte: http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/05/Crisi-Grecia-scioperano-insegnanti-medie-superiori_7904733.html</p>
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