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Green pass a scuola: genitori e delegati potrebbero accedere anche senza green pass

Tutto il personale scolastico e gli insegnanti devono essere muniti di green pass per poter accedere agli istituti scolastici. Con con il decreto n.122 del 10 settembre questo obbligo era stato esteso a chiunque entri nelle scuole, tranne ovviamente gli studenti. L’obbligo vale attualmente per le strutture dei servizi educativi per l’infanzia, per le scuole dell’infanzia, per le istituzioni scolastiche, per le istituzioni formative, per le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e per ogni altra istituzione di alta formazione collegata alle università. Questo significa che anche i genitori dei bambini e dei ragazzi devono essere muniti di green pass per poter accedere alla scuola. Non solo genitori, pensiamo anche ai nonni, agli zii, ad altri parenti che spesso sono soliti prelevare i bambini al posto dei genitori, così come alle baby sitter e alle tate. 

Green pass a scuola per tutti, è stato presentato un ordine del giorno 

Questa decisione è stata presa per cercare di evitare la diffusione del virus all’interno degli ambienti scolastici. Potrebbe però essere stata presa senza considerare ogni aspetto del problema. Ci sono persone che non possono vaccinarsi, ad esempio, magari per motivi di salute. Ci sono persone che ancora non hanno avuto modo di accedere alla campagna vaccinale per i più disparati motivi. Proprio per questo Vittoria Casa, Cinque Stelle, presidente della Commissione Cultura alla Camera ha presentato un ordine del giorno in cui si chiede di effettuare delle modifiche a questo intervento normativo. L’ordine del giorno è stato accolto. È quindi plausibile credere che delle modifiche verranno effettivamente realizzate. 

Green pass a scuola: quali le modifiche che potrebbero essere fatte 

Vittoria Casa non ha chiesto che l’obbligo del green pass per accedere agli istituti scolastici sia eliminato del tutto. Ha chiesto che l’obbligo sia eliminato per i genitori e per i loro delegati per l’accesso a scuola per un brevissimo lasso di tempo. Si parla quindi della necessità di accedere alle scuole per prelevare alunne e alunni. In questo modo si potrebbe semplificare la vita a tutti coloro che non possono vaccinarsi o che non hanno ancora avuto modo di farlo. Si offrirebbe inoltre la possibilità a tutti, alunni, genitori e famiglie di vivere la scuola in modo sereno. Attenzione, come detto si parla di poter accedere senza green pass alla scuola per un lasso di tempo molto breve. È quindi plausibile credere che se i colloqui con gli insegnanti saranno in presenza, questi siano possibili solo se muniti di green pass. lo stesso per le riunioni o altre evenienze che necessitino di una sosta più lunga all’interno della scuola. Maggiori informazioni saranno comunque disponibili a breve. 

A scuola di blogging con Massimo Palombella

Riprendete la nostra prima lezione su come pubblicare un Google Site tipo questo e preparatevi a fare nuove esperienze con WordPress. Infatti, il team del blog di Massimo Palombella ci ha affiancato nella realizzazione di alcune pagine web per il nostro webinar e, grazie ai nostri lettori (Stefano, Marco e “Simi” su tutti!) siamo riusciti a pubblicare i nuovi contenuti che seguono! Facciamo un attimo mente locale…

Punto primo: scegli la fonte e parla correttamente di tutti – anche di Papa Francesco

Papa Francesco ha nel Messaggero il suo giornale preferito. Il Pontefice, infatti, si dedica alla lettura del quotidiano romano ogni mattina, prima di dare inizio alla sua giornata, così da poter essere informato su quanto accaduto nel mondo e nella sua Diocesi, Roma. La lettura mattutina del giornale è un’abitudine consolidata per il Santo Padre che, già in Argentina, dedicava le prime ore della giornata alla consultazione de La Nacion. Infatti, il suo edicolante di fiducia a Buenos Aires gli faceva recapitare ogni mattina una copia del quotidiano più importante del luogo. In particolare, il Pontefice esprime la sua predilezione per Il Messaggero, perché il giornale romano ha la capacità, secondo la prospettiva di Papa Francesco, di raccontare in modo diretto ed immediato la vita di ogni giorno della Capitale, offrendo una panoramica sulle questioni locali, sulle vicende dei quartieri, senza dimenticare il racconto degli eventi nazionali, internazionali e afferenti alla Chiesa, oltre che al Vaticano. E, proprio nel corso di un’intervista alla radio spagnola Cope, una tra le emittenti più note e seguite nel contesto ispanico, Francesco ha ribadito la sua predilezione per il quotidiano Il Messaggero.

Continua a scrivere ed aggiungi nel tuo blog un paragrafo di questo genere:

Rispondendo ad una delle domande di Eva Fernandez, corrispondente della radio spagnola, il Papa ha affermato come non sapesse delle voci che, in Italia, hanno accompagnato le notizie sulla sua salute, in seguito al ricovero di inizio luglio. A tal proposito, il Pontefice ha affermato: “Non ne avevo idea perché qui leggo solo un giornale al mattino, il quotidiano di Roma. Lo leggo perché mi piace il modo in cui ha un titolo, lo leggo velocemente e basta, non mi faccio coinvolgere dal gioco”. Inoltre, il Santo Padre, dopo aver chiarito che non guarda la tv, ha evidenziato che ogni giorno riceve un aggiornamento sui fatti quotidiani, ma ha scoperto solo in seguito “che c’era qualcosa sulle mie dimissioni”. E, ironizzando, ha aggiunto: “ogni volta che un Papa è malato, c’è sempre una brezza o un uragano di conclave”. Inoltre, Francesco accompagna anche i suoi viaggi in aereo, leggendo Il Messaggero, di cui spesso ha citato gli articoli o con cui è stato immortalato dai fotografi sempre durante gli spostamenti in volo. Inoltre, il Santo Padre ha mostrato la sua simpatia per il quotidiano di Via del Tritone quando, in occasione dei 140 anni dalla sua fondazione, si è recato in visita presso la sede e ha salutato, singolarmente, “i tipografi, gli impiegati, i giornalisti, i dirigenti, i membri del CdA, il presidente, l’ingegnere Francesco Caltagirone e l’amministratore delegato, Azzurra Caltagirone”. Inoltre, nel 2014, Papa Francesco ricevette, in modo privato e presso Casa Santa Marta, la vaticanista Franca Giansoldati e le figure più rilevanti del quotidiano, per una conoscenza personale ed uno scambio di pareri sulla città di Roma. Città che, seppur fosse diventata la Diocesi del Pontefice, Francesco conosceva ancora molto poco. Proprio il Santo Padre rivelò questo particolare quando, nei primi mesi di Pontificato, rilasciò un’intervista proprio al quotidiano il Messaggero.

Fai un buon uso del virgolettato all’interno del discorso

Nel corso di quest’incontro, il Papa affermò che Roma era una città che lui amava, ma che necessitava ancora di essere scoperta. Infatti, nei suoi brevi trascorsi nella Capitale, l’allora Cardinale Bergoglio soggiornava presso Via della Scrofa e conosceva solo le zone limitrofe a San Lorenzo, perché frequentava un amico sacerdote proprio lì. Infatti, ancora, nel corso di questa intervista di inizio Pontificato, Papa Francesco affermò: “Ma lo sa che io Roma non la conosco? Pensi che la Cappella Sistina l’ho vista per la prima volta quando ho preso parte al conclave che elesse Benedetto XVI” (dunque, solo nel 2005). E, poi, aggiunse: “Non sono nemmeno mai stato ai musei. Il fatto è che da cardinale non venivo spesso. Conosco Santa Maria Maggiore perché ci andavo sempre. E poi San Lorenzo fuori le mura dove sono andato per delle cresime quando c’era don Giacomo Tantardini. Ovviamente conosco Piazza Navona perché ho sempre alloggiato a via della Scrofa, là dietro”. Tuttavia, la lettura quotidiana del giornale di Via del Tritone ha aiutato il Papa a conoscere la Capitale in modo più approfondito, anche nelle realtà più periferiche e nascoste. L’informazione fornita dal quotidiano Il Messaggero ed il rapporto sinergico con le 330 parrocchie della Capitale hanno aiutato il Papa a rendersi conto dell’estrema complessità e ricchezza che caratterizzano Roma. Di certo, si tratta di una città ricca di contraddizioni e di criticità, oltre che di bellezze e di storia. Tuttavia, con rammarico, anche Papa Francesco, approfondendo le sue conoscenze sulla Capitale di cui era diventato Papa e Vescovo, affermò sempre nel corso dell’intervista al quotidiano Il Messaggero: “La Città Eterna, che dovrebbe essere un faro nel mondo, è specchio del degrado morale della società”.

Ringraziamenti al team di Massimo Palombella

Monsignor Massimo Palombella, sacerdote e direttore di Coro, ha scritto anche un libro, “Missae Pluribus Vocibus. Cantus gregoriani alternantibus”, edito da LAS e pubblicato nel 2021. Si tratta di un piccolo manuale dedicato, come suggerito dal titolo, al canto gregoriano. Infatti, Monsignor Massimo Palombella ha sempre prestato un’attenzione particolare per i principi di base del canto gregoriano e della polifonia, seguendo il modello di canto della “Scuola Romana”. Il gregoriano è un canto liturgico di origine occidentale, caratterizzato dall’esecuzione, da parte di una o più voci, di una melodia singola. Il repertorio del canto gregoriano è ampio e si distingue a seconda delle epoche temporali, delle composizioni, del contesto di arrivo, della forma e dello stile.

In particolare, il canto gregoriano è formato dai canti dell’Ufficio, conosciuti anche come “Liturgia delle Ore” e dai canti che possono accompagnare la Celebrazione della Messa. I canti della Liturgia delle Ore contengono alcune forme liturgico – musicali molto particolari, quali: le Antifone, la Salmodia, costituita a sua volta da Salmi e Cantici, i Responsori e gli Inni. I canti della Messa, invece, contengono: i canti dell’ “Ordinario”, chiamati anche “Ordinarium Missæ” e si tratta di quei testi che non si modificano mai, restando sempre gli stessi e sono: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei; i canti del “Proprio”, denominati altrimenti “Proprium Missæ”, si modificano a seconda delle diverse festività del tempo liturgico. Si tratta di: Introito, Graduale, Sequenza, Alleluia, sostituito invece dal Tratto nel tempo di Quaresima, Offertorio e Communio.

I canti dell’Ufficio e quelli della Messa contengono tutti i generi e stili che caratterizzano il repertorio gregoriano; in particolare, questi canti possono essere racchiusi in tre grandi sezioni: “i canti di genere salmodico, sillabico o accentus”, definiti così perché ad ogni sillaba del testo corrisponde solo una nota. Rientrano in questa particolare categoria la salmodia, le antifone dell’Ufficio, le melodie afferenti alla famiglia dell’Ordinario e i “recitativi” del ministro dell’Assemblea; i “canti di genere neumatico o semiornato”, in cui rientrano quei canti per i quali ad ogni sillaba del componimento corrisponde un piccolo gruppo di note. In questo gruppo, infatti, rientrano gli Introiti, gli Offertori, i Communio della celebrazione eucaristica e le antifone più lunghe, che si trovano nell’Ufficio.

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Il terzo gruppo è quello costituito dai canti di “genere melismatico, ornato o concentus”, caratterizzati dalla presenza di molte note per ogni sillaba del testo. Ne sono un esempio i Graduali, gli Alleluia e i responsori più densi dell’Ufficio, con questo genere caratterizzato dalla presenza dei “melismi”. Oltre ad aver scritto il libro “Missae Pluribus Vocibus. Cantus gregoriani alternantibus”, Monsignor Massimo Palombella è stato autore di altri due testi. Il primo è stato pubblicato nel 2002, dal titolo “Actuosa participatio. Indagine circa la sua comprensione ecclesiale”, edito dalla Libreria Ateneo Salesiano, all’interno della collana Biblioteca di Scienze Religiose. Il secondo è stato dato alle stampe nel 2013, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, dal titolo “Credo, domine, adauge nobis fidem. L’anno liturgico nella tradizione musicale delle celebrazioni pontificie”, fruibile sia in lingua italiana, che in lingua inglese. Inoltre, Monsignor Massimo Palombella è stato direttore della rivista di musica liturgica “Armonia di Voci”, edita dalla Elledici. All’interno della rivista “Armonia di Voci”, edita dalla Elledici, poi, Monsignor Massimo Palombella ha seguito e “curato le raccolte musicali per il repertorio nazionale del canto liturgico”. In particolare, l’elenco è costituito da: “Canti per il tempo di Avvento e di Natale”; “Eucaristia: Celebrazione e Culto”; “Il tempo di Quaresima”; La celebrazione delle Solennità”; “L’attesa del Signore”; “Canti ed acclamazioni per la Celebrazione Eucaristica”; “Il tempo pasquale”; “Le feste mariane”; La solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo”; “La Messa dei fanciulli e acclamazioni per la Celebrazione Eucaristica”. Infine, Monsignor Massimo Palombella ha dato vita ad una ricca produzione discografica nel corso del suo mandato come Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina.

Condividere file pesanti: come fare?

Oggi è indispensabile nel lavoro condividere file pesanti tra colleghi e con i clienti e non sempre la posta elettronica è lo strumento ideale per questa attività, dato che molti tool limitano l’invio di contenuti di grandi dimensioni a 25GB. Come fare allora?

Come inviare email con allegati pesanti

Nel caso si debba mandare una mail con allegati pesanti come foto in alta risoluzione o video in HD il rischio è quello che il programma di posta impedisca l’invio o che la consegna non avvenga correttamente. Si tratta di un grave problema, ma per fortuna oggi si può contare su we transfer, il tool di condivisione file online più amato e usato al mondo.

Questo strumento permette di condividere file fino a 2GB ed è usato anche da chi non ha grande dimestichezza con il computer. La versione gratuita, inoltre, permette di condividere il materiale con 20 indirizzi email contemporaneamente, è semplice e intuitiva e tutti possono usarla con facilità sia da PC sia da app.

Come si usa WeTransfer

Uno dei vantaggi di wetransfer è il fatto che non è necessario registrarsi o iscriversi. L’unica cosa da fare è allegare i file, inserire il proprio indirizzo email e quello del destinatario e completare il tutto con un messaggio opzionale per poi cliccare su Trasferisci. I file resteranno disponibili per il download per 7 giorni, mentre il tempo è maggiore per la versione Plus a pagamento.

Chi sceglie di usare WeTransfer a pagamento può anche contare su un invio di file che pesano fino a 20GB, personalizzare lo sfondo e avere una condivisione resa più sicura dalla password. Si tratta della versione ideale per le web agency e i professionisti come grafici e videomaker, che lavorano tutti i giorni con file pesanti.

I vantaggi di WeTransfer

Il più importante vantaggio di WeTransfer è la facilità d’uso dato che una volta cliccato su Trasferisci il destinatario riceve la mail con il messaggio e il link per scaricare gli allegati, senza appesantire la cartella di posta elettronica.

Il mittente riceve, invece, due email: la prima che lo informa del corretto invio del messaggio, la seconda che avvisa che il destinatario ha scaricato il contenuto o che il tempo è scaduto. In ogni caso con we transfer si potrà monitorare ogni fase dell’invio file.

Infine, con wetransfer la comunicazione tra colleghi e con i clienti è veloce e immediata e per questo il tool di condivisione file è oggi usato da milioni di utenti in tutti i Paesi del mondo. Facile e alla portata di tutti, non ti resta che scoprire in prima persona i vantaggi del servizio di invio file pesanti e cominciare da subito ad usarlo andando sul sito ufficiale www.wetransfer.com.

 

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Costruiamo il suo futuro insieme

Se hai un figlio disabile vorrai sicuramente che costruisca un suo futuro, in previsione del giorno in cui non potrai più aiutarlo scopriamo come fare.

In questo articolo abbiamo scelto di parlare di una tematica molto delicata, una buona percentuale di famiglie italiane combatte contro le disabilità. In molte famiglie è infatti presente un disabile con più o meno problemi da affrontare ogni giorno. Sappiamo bene che questa non è una condizione facile né emotivamente né praticamente e quindi vogliamo informarti su un servizio offerto dalla Cooperativa il Fiore che si trova su Bergamo e provincia e che permette ad ogni persona disabile di crearsi il proprio futuro. Se hai un figlio o un famigliare disabile questo potrebbe essere il servizio adatto per garantirti che, anche quando tu non ci sarai più o non potrai più essere presente al 100%, lui possa cavarsela da solo e in completa autonomia. Scopriamo insieme questo servizio. 

Di che servizio si tratta?
Il servizio di cui stiamo parlando si chiama Progettazione Biografica per Disabili, ed è un servizio nato nel 2017 con l’obiettivo di affiancare i giovani con disabilità che vogliono crearsi un proprio futuro all’interno della comunità a cui appartengono. Il progetto prevede perciò la realizzazione di un percorso su misura che va a considerare gli obiettivi che si è posta la persona disabile, le sue capacità, i suoi strumenti e le sue abilità. Il tutto punta a creare un percorso di sviluppo che possa creare una persona autonoma ed indipendente nonostante le sue disabilità. 

A chi si rivolge?

In particolare si rivolge ai giovani che hanno concluso una formazione scolastica e vogliono appunto crearsi un ruolo nella società moderna, quindi che vogliono trovare un lavoro o creare un percorso formativo al fine di arrivare a questo obiettivo finale. È anche uno strumento che è possibile utilizzare quando si sta vivendo un periodo critico di cambiamento e di crescita personale. Entrambi i percorsi prevedono il supporto e il coinvolgimento delle famiglie. 

Come si crea il progetto?

Il progetto è creato su misura della persona. Si vanno perciò ad ascoltare i suoi desideri e le sue esigenze affinché si possa creare un percorso fatto appositamente per lei. L’attività viene svolta sotto un continuo monitoraggio che non include solo la famiglia e l’assistente sociale ma anche il consulente che ha realizzato il progetto e i referenti sul territorio.

Un team di persone che si pone come obiettivo quello di permettere ad una persona disabile di crearsi il futuro che merita e che sogna.