Introdurre l’educazione finanziaria in famiglia è importantissimo. Le statistiche relative all’Italia sono impietose: solo il 30% degli under 34 sa di cosa si parla quando sente chiamare in causa concetti come l’inflazione o la diversificazione degli investimenti.
Da dove partire per cambiare le cose? Ovviamente da uno dei due ambienti di crescita di riferimento per i giovanissimi, ossia la famiglia.
Vediamo assieme qualche consiglio pratico utile al proposito.
Partire dall’infanzia con il lavoro sugli obiettivi di risparmio
Per fare educazione finanziaria a casa, è necessario partire dall’infanzia, lavorando su specifici obiettivi di risparmio. Tra i principali esempi che si possono fare, un doveroso cenno va dedicato all’acquisto di un determinato giocattolo.
Man mano che i figli crescono, gli obiettivi da breve-medio passano a lungo termine. L’esempio principale in questo caso è il viaggio con gli amici, magari quello per la maturità o per la maggiore età, momenti di passaggio educativi che, se sono associati a un traguardo raggiunto prendendosi le proprie responsabilità, diventano ancora più ricchi di significato.
Introdurre fin da subito una categorizzazione delle spese
Altro caposaldo dell’educazione finanziaria tra le mura domestiche prevede l’introduzione, fin dai primi anni dell’età scolare, quando si dovrebbe iniziare a parlare di paghetta, di una categorizzazione delle spese.
Si tratta di una divisione netta tra quelle necessarie e quelle che, invece, non lo sono, ma rappresentano i classici sfizi.
Nel caso di un giovanissimo che sta ancora vivendo il suo percorso scolastico, una spesa necessaria può essere il libro scolastico perso accidentalmente.
Tra gli sfizi, invece, è possibile includere i capi di abbigliamento all’ultima moda di cui si hanno diversi modelli (magliette, cappellini etc.).
Incoraggiare a monetizzare i propri hobby
Quando i figli crescono e cominciano a manifestare determinate propensioni e talenti, una buona idea per migliorare la loro educazione finanziaria è quella di incoraggiare a monetizzarli.
Ciò può voler dire, per esempio, che il ragazzo o la ragazza con la passione per i cani lavora come dogsitter per gli abitanti del condominio (ovviamente è necessario fare attenzione alle caratteristiche e al carattere del cane e accertarsi che non si tratti di un esemplare che necessita di essere gestito da un professionista).
In questo modo, fin da giovani imparano il rapporto fra tempo e denaro e il fatto che, con la giusta determinazione, è possibile trasformare qualcosa che si ama fare in una professione.
Avanzare proposte a scuola
La scuola e i genitori non sono due mondi distinti che viaggiano paralleli. Per fortuna, oggi come oggi ci sono numerose occasioni di confronto. In questi momenti, si può proporre al corpo insegnante la partecipazione a laboratori didattici dedicati (in grandi città come Milano, Roma e Torino, dove è possibile trovare uno spazio verticale unico nel suo genere come il Museo del Risparmio, ne organizzano tanti e molto interessanti).
Il potere del risparmio economico
L’educazione finanziaria passa anche dal risparmio, aspetto sul quale è bene soffermarsi fin da quando i figli iniziano a essere autonomi e consapevoli del proprio ruolo nel mondo.
Si parte facendo loro capire, da quando sono piccoli, che è necessario spegnere la luce quando si lascia una stanza e si continua, man mano che crescono, rammentando l’importanza di non lasciare in stand by gli elettrodomestici.
Ricorda: i più piccoli imparano dagli esempi pratici degli adulti. Ciò vuol dire che vedendo mamma e papà chiudere il rubinetto quando si lavano i denti, tenderanno a fare lo stesso nel momento in cui inizieranno a occuparsi da soli di questo aspetto dell’igiene personale.
Nella prima infanzia, si può consolidare l’attitudine al risparmio attraverso meccanismi di gamification, come i momenti di gioco in cui si simulano transazioni commerciali tra commessi e clienti.
Più avanti, si può introdurre il gioco del Monopoli.